Dopo che il Governo nazionale ha impugnato la legge siciliana dando lo stop ai ristori per le imprese dopo il Ciclone Harry, arriva una nuova tegola sul governo Schifani: Roma rispedisce al mittente anche il decreto sulla sanità.
Il dicastero guidato da Schillaci parla di “disallineamenti” e chiede integrazioni urgenti, mentre l’opposizione e i sindacati attaccano.
La sanità siciliana finisce nuovamente sotto la lente d’ingrandimento di Roma, e il giudizio è severo. Il Ministero della Salute ha ufficialmente bocciato la nuova rete ospedaliera varata dalla giunta Schifani, definendo il documento pieno di “numerosi disallineamenti e incongruenze”.
La lettera inviata dal direttore generale del Ministero, Walter Bergamaschi, non lascia spazio a interpretazioni. I tecnici romani hanno interrotto l’istruttoria spiegando che la documentazione trasmessa dalla Regione è talmente lacunosa da non consentire una valutazione compiuta.
Il richiamo è perentorio: la Regione è stata invitata a consegnare con “massima urgenza” una documentazione che sia “effettivamente rappresentativa” della realtà. In caso contrario, il Ministero procederà comunque al monitoraggio, con il rischio quasi certo di un rigetto definitivo del piano.
Le criticità: dai posti “fantasma” ai reparti senza sede
L’elenco dei rilievi tocca i pilastri dell’assistenza sanitaria nell’isola.
Ecco i punti principali della contestazione:
–Il caos dei posti letto: Risultano cancellati 84 posti letto ancora da attivare, mentre per altri 135 di psichiatria non viene indicata la destinazione fisica.
–Reparti “senza casa”: Il Ministero segnala l’assegnazione di posti letto per specialità in ospedali che non possiedono i relativi reparti. Tra i casi citati:
- Gastroenterologia al San Giovanni di Dio di Agrigento.
- Neuroriabilitazione al Piemonte di Messina.
- Pneumologia al San Raffaele Giglio di Cefalù.
–Emergenza-Urgenza: Sotto accusa anche la rete per l’infarto (Ima), i centri politrauma, i punti nascita e i servizi di trasporto neonatale (Sten e Stam). Il Ministero chiede una riorganizzazione chiara dell’intero assetto dell’emergenza e della rete oncologica.Il contesto politico: un “nervo scoperto”
La bocciatura arriva in un momento di estrema fragilità per la giunta. Il piano era stato disegnato dall’assessora Daniela Faraoni e dall’ex dirigente della Programmazione, Salvatore Iacolino (recentemente coinvolto in un’inchiesta giudiziaria).
All’interno della maggioranza, il clima è teso. In Forza Italia crescono i malumori contro il presidente Schifani, accusato di voler cedere l’assessorato alla Sanità a Fratelli d’Italia nel prossimo rimpasto; una mossa letta da molti come l’ammissione del fallimento della gestione attuale.
Le reazioni
Non si sono fatte attendere le critiche delle parti sociali. Renato Costa, responsabile sanità della Cgil Sicilia, ha usato toni duri: “Questo piano non ha alcuna visione. Denunciamo da mesi che questo governo non ha idea di cosa debba essere una rete di assistenza. Si mette a rischio la salute dei cittadini e il lavoro di medici e infermieri.”
Se la Regione dovrà modificare sostanzialmente il decreto per rispondere ai rilievi, l’iter ripartirà da zero: il testo dovrà tornare nuovamente al vaglio della Commissione all’Ars e della giunta, allungando ulteriormente i tempi per una riforma che l’Isola attende da anni.
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