Entro gennaio la liberalizzazione prevista dalla legge sulla concorrenza. I piccoli laboratori temono l’avanzata dei colossi: “La salute non è una spiaggia, no alla logica del massimo ribasso”.
Un miliardo di euro l’anno. È questo il valore del mercato della sanità convenzionata in Sicilia, un ecosistema oggi in fermento per l’imminente applicazione della legge sulla concorrenza. Entro gennaio, il sistema di accreditamento per cliniche, laboratori d’analisi e case di cura dovrà aprirsi al mercato, seguendo una logica simile alla direttiva Bolkestein. Una prospettiva che ha scatenato la rivolta dei privati dell’Isola.
Oltre tremila imprenditori siciliani sono pronti alle barricate. Il timore principale delle sigle di categoria (da Conf Salute a Confindustria Sicilia, fino ad Aris e Cimest) è che l’apertura forzata dei bandi favorisca i grandi colossi della sanità privata a discapito delle piccole e medie imprese locali.
“Gestire i letti di un ospedale non è come gestire lettini e ombrelloni”, tuonano i rappresentanti del settore, contestando l’equiparazione della salute a qualsiasi altro servizio commerciale.
Il rischio paventato è la concentrazione del mercato: colossi come San Donato o Humanitas, già presenti in Sicilia, potrebbero espandersi ulteriormente, schiacciando i 415 laboratori d’analisi e le 1.400 strutture per la disabilità che finora hanno garantito la capillarità del servizio.
Al centro della contesa ci sono due punti cardine:
- Il Massimo Ribasso: Gli operatori temono che le gare d’appalto si trasformino in aste al ribasso. “Non si può mettere all’asta la salute dei cittadini”, osserva Domenico Arena (Aris Sicilia), sottolineando come tagli eccessivi ai costi comprometterebbero inevitabilmente la qualità delle prestazioni.
- L’Incertezza Giuridica: Un recente decreto dell’Assessorato regionale alla Salute sulla riorganizzazione delle residenze per anziani ha aggiunto benzina sul fuoco. Per Francesco Ruggeri (Confindustria Sicilia), il provvedimento mina la stabilità degli investimenti, creando un vuoto normativo pericoloso.
Dall’Europa arrivano segnali contrastanti. Se da un lato l’obiettivo della liberalizzazione è evitare “posizioni consolidate e inamovibili”, dall’altro la Commissione UE – sollecitata dall’eurodeputato Ruggero Razza – ha lasciato intendere che il criterio della territorialità potrebbe essere un requisito premiante nei bandi, salvaguardando così le realtà locali.
Dalla Regione, intanto, si prova a gettare acqua sul fuoco: il tariffario delle prestazioni è regolato per legge, rendendo tecnicamente difficile (se non impossibile) l’applicazione di sconti selvaggi sul prezzo delle prestazioni sanitarie.
I numeri della Sanità Privata in Sicilia
| Tipologia Struttura | Numero Imprese | Impatto Nazionale |
| Assistenza territoriale e residenziale | 3.062 | Leadership nel Sud |
| Laboratori di analisi | 415 | 30,3% del totale italiano |
| Strutture per la disabilità | 1.400 | 30,2% del totale italiano |
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