Un report dell’intelligence evidenzia rischi concreti di radicalizzazione jihadista e traffico di esseri umani nell’exclave spagnola. Il ministro Tajani conferma lo stop a Schengen fino al 15 agosto, mentre Madrid avvia controlli di risposta sui passeggeri da Roma e Bruxelles cerca la mediazione.
La crisi diplomatica tra Italia e Spagna sul ripristino dei controlli di frontiera si arricchisce di un nuovo ed essenziale elemento di valutazione. A spingere il governo italiano a confermare la sospensione temporanea della libera circolazione all’interno dell’area Schengen – in vigore dal 1° agosto e prorogata fino al 15 agosto – sono i dettagli contenuti in un riservato dossier dei servizi di intelligenza italiani ed europei sulla situazione nell’exclave spagnola di Ceuta, sulla costa nordafricana.
Il report dell’intelligence: infiltrazioni e reclutamento
Secondo quanto emerso dal documento degli 007, la recente ed ennesima spinta migratoria verso Ceuta racchiude elementi di preoccupazione che vanno ben oltre la gestione dell’accoglienza. Il dossier segnala infatti il concreto rischio che la cittadina autonoma possa trasformarsi in un “hub” di radicalizzazione e reclutamento jihadista, oltre a mettere in luce la costante presenza di reti criminali dedicate al traffico di esseri umani. I gruppi di trafficanti, secondo il report, sfrutterebbero i flussi irregolari di massa per occultare soggetti contigui ad ambienti estremisti e potenzialmente pericolosi per la sicurezza nazionale ed europea.
È proprio facendo leva su queste analisi che il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha difeso la linea della fermezza: «I rischi legati al terrorismo e all’immigrazione clandestina non possono essere in alcun modo sottovalutati. Ecco perché l’Italia non modificherà la propria decisione prima del 15 agosto», ha dichiarato il titolare della Farnesina.
La risposta di Madrid e i controlli incrociati
La decisione italiana, presa all’indomani dell’escalation di ingressi a Ceuta, ha provocato la reazione contrariata del governo di Pedro Sánchez. Madrid ha risposto applicando misure speculari: controlli a campione (tra il 5% e il 15%) nei porti e negli aeroporti spagnoli sui passeggeri di Paesi terzi provenienti dall’Italia.
Nonostante la rigidità del confronto politico, la gestione operativa nei principali scali spagnoli procede senza particolari intoppi o criticità sul traffico passeggeri, mentre la Farnesina ha preventivamente potenziato la rete di assistenza consolare per far fronte a eventuali disagi dei viaggiatori.
La mediazione di Bruxelles e il richiamo del Colle
La contesa intergovernativa ha spinto la Commissione Europea a intervenire direttamente per evitare la cronicizzazione delle barriere interne al mercato unico. Il Commissario europeo per gli Affari Interni, Magnus Brunner, ha promosso un giro di consultazioni telefoniche con i ministri dell’Interno di Roma e Madrid, ricevendo da entrambe le parti rassicurazioni sul carattere strettamente temporaneo ed eccezionale dei controlli. «La fiducia reciproca tra gli Stati membri resta la nostra risorsa più preziosa», ha ricordato Brunner.
Sul caso è intervenuto anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che pur senza entrare nel merito delle valutazioni di sicurezza, ha lanciato un fermo monito di carattere etico e costituzionale: «La gestione dei flussi migratori deve sempre avvenire nel rigoroso rispetto della dignità della persona humana».
In attesa della scadenza del 15 agosto, la diplomazia europea lavora per ristabilire la piena normalità dei transiti, mentre l’attenzione degli apparati di sicurezza rimane altissima lungo l’asse del Mediterraneo occidentale.
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