Dopo il referendum e le dimissioni forzate nel governo, i sondaggi penalizzano le destre e Meloni. Ora il campo largo è in vantaggio.
La sconfitta al referendum e il caos interno al governo, con le dimissioni forzate di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè affossano l’esecutivo e Giorgia Meloni. Gli ultimi sondaggi evidenziano un netto calo dei consensi per la coalizione di governo, con la rilevazione di Ipsos per il Corriere della Sera che mostra anche la concreta possibilità di sorpasso del campo largo sulle destre.
Negli ultimi giorni si registra un vero e proprio tracollo di Fratelli d’Italia e anche del gradimento di Giorgia Meloni e del suo governo. All’opposto, guadagnano consensi Pd e 5 Stelle, così come – unica forza nel centrodestra – Forza Italia. In caso di voto con la nuova legge elettorale – il cui iter partirà domani in Parlamento – decisivo sarebbe oggi Futuro Nazionale: se il movimento di Vannacci si alleasse con Meloni, le destre avrebbero la maggioranza, altrimenti il campo largo sarebbe favorito.
Sondaggi elettorali, dopo il referendum crolla Fratelli d’Italia
Il dato peggiore rispetto alla precedente rilevazione è quello di Fratelli d’Italia, che scende dal 28% al 26,7%. Il partito paga anche l’esposizione di Giorgia Meloni per il voto referendario e poi le dimissioni all’interno del governo. Quei voti li va invece a recuperare in gran parte Forza Italia, nonostante fosse proprio il partito che più teneva alla riforma della giustizia, ma una linea un po’ più moderata non l’ha penalizzata: è salita dall’8,4% al 9,5%.
A pesare potrebbe essere anche il nuovo attivismo di Marina Berlusconi, che punta a un rinnovamento della classe dirigente. Stabili invece la Lega al 6,3% e Noi Moderati all’1%. In calo di sei decimi di punto c’è Futuro Nazionale, attualmente al 3%.
Nell’opposizione crescono i due principali partiti dopo il referendum: il Pd guadagna l’1,3% e si attesta al 22%, tornando sui livelli di circa un anno fa. Il Movimento 5 Stelle recupera lo 0,8% e raggiunge così il 14,2%. All’opposto perde consensi Avs, che si ferma al 6,1% con una flessione di sette decimi di punto. Nessun cambiamento rilevante invece per Italia Viva, Azione e +Europa.
A crollare, poi, è il gradimento del governo: scende dal 43% al 40%. Stresso discorso per l’apprezzamento nei confronti di Meloni: per la presidente del Consiglio si scende dal 44% al 40%. Tra gli altri leader cresce Giuseppe Conte, che supera Antonio Tajani. Sale di poco Elly Schlein che resta però indietro, pur tenendo a distanza Matteo Salvini, ancora in calo.
Lo scenario con la nuova legge elettorale: il campo largo può vincere
Il sondaggio considera poi cosa potrebbe succedere in caso di elezioni politiche con la legge elettorale proposta dalla maggioranza. Parliamo di un sistema proporzionale con premio di maggioranza per la coalizione che raggiunge almeno il 40% dei voti. Se Futuro Nazionale si alleasse con il centrodestra, allora proprio le destre otterrebbero il premio, conquistando così 229 seggi alla Camera contro i 157 del centrosinistra.
Se invece Vannacci non si coalizzasse con il centrodestra e superasse la soglia di sbarramento, lo scenario sarebbe ben diverso: il premio di maggioranza andrebbe al campo largo che avrebbe così 227 seggi contro i 149 del centrodestra. In entrambi i casi Azione non è considerata in nessuna delle due coalizione ma supererebbe comunque la soglia di sbarramento.
Fonte lanotiziagiornale.it di Dario Conti
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