Sotto la lente la gestione delle nomine nell’ente nisseno, accordi trasversali per tutelare gli interessi politici, mentre il Partito Democratico tenta una difficile manovra di smarcamento.
La vicenda affonda le radici nel 2024, in un clima di forti tensioni politiche volte a blindare la gestione del Cefpas (Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario).
L’obiettivo principale di Roberto Sanfilippo e del deputato forzista agrigentino Gallo Afflitto era chiaro, avviare una spartizione geometrica degli incarichi dei collaboratori per tutelare i propri interessi.
Per farlo, era necessario muoversi d’anticipo e garantirsi una “protezione” totale. Non bastava lo scudo della coalizione di governo e del “padrino” di Forza Italia, bisognava neutralizzare l’opposizione, memore di quanto accaduto l’anno precedente.
Nel 2023, dopo lo scandalo del 2022 che ha visto coinvolti personaggi noti della politica locale, infatti, un’interrogazione parlamentare di Valentina Chinnici sulla gestione allegra dell’ente aveva sollevato un polverone, aggravato dal successivo stop della commissaria Giovanna Segreto, che non aveva rinnovato diversi contratti a tempo determinato cancellando di fatto i residui della precedente gestione Sanfilippo.
Per superare l’ostacolo e far partire il “Sanfilippo bis” (nato dopo una complessa gestazione politica), il piano prevedeva di allargare la torta delle nomine a tutti i blocchi politici: dagli amici di Gallo Afflitto a quelli del nisseno Michele Mancuso, fino a coinvolgere le opposizioni del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, come avvenne nel 2022.
Tra gli obiettivi primari dell’accordo figurava la creazione delle condizioni amministrative per stabilizzare Simona Sinatra, moglie del deputato Gallo Afflitto.
Nonostante i tentativi di pacificazione politica, l’operazione ha trovato una ferrea resistenza. Si è acceso un vero e proprio braccio di ferro a suon di interrogazioni e denunce pubbliche guidate dalla F.P. Cgil di Caltanissetta, attivatasi anche nel 2022.
Nel frattempo, il Pd ha cercato di mantenere una posizione di costante monitoraggio sugli atti amministrativi dell’ente, chiedendo relazioni periodiche all’assessore regionale alla Salute durante le sedute dell’Ars, nel tentativo di smarcarsi dalle accuse di complicità nella spartizione.
Le denunce e le voci fuori dal coro rischiavano infatti di trasformarsi in un vero e proprio boomerang giudiziario. Da qui, la necessità di accelerare la distribuzione degli incarichi basandosi non sul merito o sui curricula, ma sul criterio della pura appartenenza politica.
Il culmine di questa strategia si è registrato lo scorso marzo, alla vigilia della scadenza del mandato. Nel giro di pochissimi giorni, il Cefpas ha visto spuntare ben 75 nuovi collaboratori, tra volti nuovi e vecchie conoscenze della politica locale.
Il dato più clamoroso riguarda proprio Serradifalco, il paese dell’ex assessore alla Salute Daniela Faraoni sono stati arruolati ben sei collaboratori. Una mossa temporale strategica, avvenuta a ridosso della campagna elettorale per le amministrative che vedeva in campo la candidatura a sindaco di Leonardo Burgio, Lega, figlio dell’ex assessore.
Tra i prescelti di questa infornata figurava anche il giovane esponente del PD Daniele Territo. La sua parabola politica si è mossa però su un doppio binario. Territo è riuscito a svincolarsi dall’ente dimettendosi appena un mese dopo la nomina, ma grazie alla lista civica è riuscito ad essere eletto come il consigliere comunale di Serradifalco.
Nonostante il successo elettorale, per Burgio e per lo stesso Territo i problemi non sono finiti. Il Movimento 5 Stelle e lo stesso Partito Democratico, il partito in cui milita Territo, hanno depositato un’istanza formale per verificare la correttezza della terza elezione del leghista.
Un paradosso politico che dimostra come le lezioni di trasparenza valgano per tutti.
Lo scenario resta estremamente delicato, i fari sono ancora puntati sulle dinamiche dell’ente e sui reali equilibri che hanno mosso la macchina delle nomine. L’inchiesta è ancora all’inizio e in piena evoluzione, e non si escludono altri clamorosi colpi di scena nelle prossime settimane.
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