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Stati Generali a Caltanissetta: istituzioni, Unipa e i sindaci della provincia per il rilancio del Consorzio Universitario, tra nuove infrastrutture e l’apertura a Gela e Niscemi. Ma le promesse passate pesano sul futuro con una diffusa “memoria corta”

Last updated: 30/05/2026 7:12
By Sergio Cirlinci 74 Views 11 Min Read
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Non un semplice convegno di facciata, ma una vera e propria assemblea operativa per ridisegnare il destino socio-economico del territorio.

Contents
Gli interventi chiave e la visione dei protagonistiL’ex parlamentare Alessandro PaganoIl Rettore di Unipa, Massimo MidiriIl Sindaco di Caltanissetta, Walter TesauroIl Sottosegretario agli Affari Esteri, Massimo Dell’UtriLa svolta infrastrutturale: il progetto dell’Ex Banca d’ItaliaLa “dote” di Gela e Niscemi: il Consorzio diventa provincialeSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

“Si combatta la fuga dei giovani con corsi a vocazione territoriale”

Si sono tenuti gli “Stati Generali dell’offerta formativa universitaria nella provincia di Caltanissetta”, un evento promosso in sinergia con l’Università degli Studi di Palermo (Unipa).

La giornata si è articolata in due sessioni strategiche: una mattutina incentrata sulla visione programmatica a lungo termine e una pomeridiana riservata ai contributi del sistema produttivo e sociale, con l’obiettivo di creare corsi di studio capaci di rispondere alle reali esigenze occupazionali del territorio.

Al centro del fitto dibattito è emerso il ruolo chiave dell’università come argine allo spopolamento giovanile e alla “fuga dei cervelli”.

Il presidente del Consorzio Universitario, Gianluca Tumminelli, ha aperto i lavori con una dichiarazione programmatica chiara: «I nostri giovani hanno il diritto di restare e programmare il proprio futuro qui. L’offerta formativa deve rispondere alle esigenze reali del territorio. Dobbiamo costruire corsi che siano funzionali alla domanda del sistema economico e sociale locale».

Un allarme condiviso pienamente dai vertici accademici ed economici, consapevoli che la Sicilia perde ogni anno tra i 10 e i 12 mila ragazzi. Un esodo che rappresenta un danno inestimabile non solo sociale, ma anche economico.

Gli interventi chiave e la visione dei protagonisti

L’ex parlamentare Alessandro Pagano

A seguire l’ex parlamentare Alessandro Pagano, il quale ha sottolineato l’importanza di fare sistema capitalizzando la forte presenza e la sponda della governance regionale e nazionale per garantire i finanziamenti necessari alle infrastrutture e superare i vecchi ostacoli burocratici e localistici.

Il Rettore di Unipa, Massimo Midiri

Il rettore dell’Ateneo palermitano ha rilanciato con forza la centralità e il potenziamento dei poli universitari decentrati, che devono trasformarsi in veri e propri “poli territoriali” autonomi e attrattivi, evitando l’errore di duplicare corsi già esistenti.

“Questa metodologia di confronto è quella che abbiamo sempre utilizzato, perché esiste un forte interesse su Caltanissetta e sul suo sviluppo universitario. Non parliamo di sedi staccate, ma di poli territoriali veri e propri. Qui servono percorsi pensati sulle vocazioni del territorio. L’università deve diventare motore di sviluppo, di ricerca e stabilizzatore economico e sociale”.

Oggi il polo nisseno conta circa 500 studenti con una spiccata vocazione biomedica. Le direttrici di crescita futura indicate da Midiri guardano a competenze di frontiera: infermieristica, ortopedia, discipline umanistiche, Ict ed enogastronomia. “Bisogna investire nell’edilizia universitaria, ha concluso il rettore, avere visione e soprattutto coraggio”.

Sul versante sanitario, la guida di Unipa ha lanciato anche un preciso monito politico: “È necessaria una legge regionale per il Policlinico a Caltanissetta. La politica si faccia sentire”.

Il Sindaco di Caltanissetta, Walter Tesauro

Il primo cittadino nisseno ha ereditato e difeso la pianificazione strategica avviata quando lui stesso guidava il Consorzio Universitario, intravedendo una svolta imminente per la città:

“Abbiamo trovato un ente fermo, senza prospettive, e stiamo lavorando per rilanciarlo. Il 2027 sarà l’anno di Caltanissetta. L’università deve essere il volano della città e la città si farà trovare pronta. Questa provincia non ha bisogno di semplice assistenza, ma di visione. E la visione si costruisce solo lavorando insieme”.

Tesauro ha poi impresso un’accelerazione decisiva sul piano strutturale con un annuncio perentorio: “A breve acquistiamo l’ex Banca d’Italia per dargli uso università in centro storico”.

Il Sottosegretario agli Affari Esteri, Massimo Dell’Utri

L’analisi si è aperta anche a scenari internazionali grazie all’intervento del sottosegretario Massimo Dell’Utri, il quale ha definito la fase attuale come «un’opportunità unica» per il territorio, spingendo verso la globalizzazione dell’offerta: “Bisogna puntare sull’internazionalizzazione dell’offerta universitaria sui temi dei minerali critici, sul futuro del policlinico, sull’ambiente e sulla dieta mediterranea. Temi che siano di interesse internazionale”. In particolare, Dell’Utri ha lanciato l’inedita idea di dare vita a una facoltà di Mineralogia, legandola alle risorse e alla storia del territorio.

La svolta infrastrutturale: il progetto dell’Ex Banca d’Italia

Le tempistiche stringenti dettate dal Sindaco trovano una sponda nei piani di edilizia universitaria ed espansione urbana nel cuore di Caltanissetta.

Il fulcro del rilancio strutturale è rappresentato dal progetto di acquisizione e riconversione dello storico palazzo dell’Ex Banca d’Italia in Corso Umberto I. L’Amministrazione comunale punta a trasformare l’immobile in un moderno Palazzo dell’Università capace di accogliere fino a 1.400 studenti. Lo studio di massima approvato prevede una riqualificazione radicale che trasformerà l’ex caveau sotterraneo in spazi ricreativi, palestre, aule studio, laboratori musicali e sale di registrazione.

L’operazione mira a una profonda rigenerazione urbana del centro storico. L’indotto economico generato dalla massiccia presenza studentesca sarà potenziato dal contestuale progetto di apertura di una mensa universitaria dell’Ersu e dal trasferimento del Centro per l’Impiego, creando un indotto vitale per le attività commerciali e di ristorazione locali.

La “dote” di Gela e Niscemi: il Consorzio diventa provinciale

Una delle novità più rilevanti emerse dagli Stati Generali è l’allargamento dei confini del Consorzio ai comuni più popolosi del sud della provincia. I sindaci Terenziano Di Stefano (Gela) e Massimiliano Conti (Niscemi) hanno dichiarato ufficialmente la disponibilità delle loro amministrazioni a entrare nel Consorzio Universitario di Caltanissetta, a patto però di fare un reale “sistema” d’insieme.

Il sindaco di Gela, Di Stefano, analizzando i drammatici dati della fuga dei giovani, ha messo le mani avanti: “Siamo pronti al confronto per costruire un percorso comune, portiamo una dote di tutto rispetto, ma non usate i nostri territori come mucche da mungere per attingere ai numeri. Non cercateci, però, solo per i numeri”.

Gela mette sul tavolo del Consorzio una “dote” strutturale e tecnologica di altissimo profilo, come l”edificio modernissimo di Macchitella Lab, ideale per ospitare corsi universitari, il polo tecnologico Sinpasi, che vanta un investimento di 20 milioni di euro per la formazione, il solido connubio industriale con Eni, focalizzato sulla produzione di biocarburi con tecnologie all’avanguardia e sul fronte culturale, Gela richiede l’attivazione di master universitari specifici. Una richiesta che ha incassato l’immediato “assist” della Soprintendente di Caltanissetta, Daniela Vullo, la quale ha sollecitato i corsi evidenziando come Gela sia scientificamente il luogo più adatto per lo studio delle discipline archeologiche.

All’evento hanno preso parte numerose autorità politiche e istituzionali, tra cui l’assessore regionale Elisa Ingala, il deputato regionale Salvatore Scuvera, il vicepresidente dell’Ars Luca Sammartino, oltre ai sindaci del territorio come Leonardo Burgio, Serradifalco.

In attesa di un comunicato ufficiale o di una relazione dettagliata da parte del Consorzio Universitario, che ha fortemente organizzato e voluto questo incontro, resta sul tavolo un’amara riflessione di fondo.

Al di là dell’entusiasmo della giornata, si è avuta la netta sensazione che si sia ripetuto, con la rara eccezione dell’idea sulla mineralogia del Sottosegretario Dell’Utri, tutto ciò che sull’università nissena si dice da almeno cinque anni, presentando vecchi nodi e dinamiche come se si trattasse di soluzioni nuove di zecca.

Il dibattito odierno sembra aver sofferto di una diffusa “memoria corta”, dimenticando i concreti impegni presi in passato, basti pensare all’atto di indirizzo firmato all’unanimità dal Consiglio Comunale il 27 febbraio 2023, qui la seduta del consiglio integrale, ricordiamo tutti, o quasi, che in quella assise sedevano molti consiglieri comunali che occupano quegli scranni ancora oggi ma soprattutto l’opposizione di allora oggi governa la città e avrebbe la possibilità concreta di impegnarsi fattivamente e in prima persona per realizzare quel progetto.

Tra questi figura lo stesso sindaco Walter Tesauro, all’epoca presidente del Consorzio Universitario. E sebbene l’acquisto dell’ex Banca d’Italia sia un’operazione lodevole e benvenuta per il centro storico, da sola rischia di essere poca cosa se non si sviluppa in parallelo il progetto del Policlinico, guardando con urgenza anche al recupero strutturale dell’ex ospedale Vittorio Emanuele di viale Regina Margherita.

Ascoltando le parole appassionate pronunciate dallo stesso Tesauro, oggi Sindaco, in quel consiglio del 2023, la città si aspetta legittimamente tanto altro.

Al netto dei proclami di questi Stati Generali, l’impressione è che per troppi anni il tempo a Caltanissetta si sia letteralmente fermato, lasciando la sensazione che non sia mai successo nulla.

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