Il Procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, interviene con una nota ufficiale per sgombrare il campo dalle polemiche riguardanti le indagini sulla strage di via D’Amelio.
La precisazione arriva all’indomani della decisione della Corte di Cassazione, che ha confermato l’ordinanza del GIP Graziella Luparello: saranno necessari nuovi approfondimenti sui mandanti esterni e, nello specifico, sulla cosiddetta “pista nera”.
La replica alle accuse: “Fatti già messi nero su bianco”
De Luca respinge con fermezza l’ipotesi che la Procura abbia trascurato i possibili legami tra la mafia e l’eversione di destra. Il Procuratore sottolinea come tali accertamenti non siano una novità dell’ultima ora, ma parte integrante del lavoro investigativo già documentato:
“Chi afferma che questo Ufficio non voglia indagare sulla pista nera o non è informato o mente sapendo di mentire. Sono indagini già citate dinanzi alla Commissione Antimafia e presenti per iscritto nella richiesta di archiviazione per il filone mafia-appalti.”
Mafia-Appalti e Pista Nera: due binari paralleli
Il punto centrale della nota riguarda la coesistenza di diverse causali dietro l’attentato a Paolo Borsellino. De Luca chiarisce che la Procura non intende escludere alcuna pista, ma rivendica il lavoro svolto sul fronte dei dossier economici:
- Pista Nera: Un’ipotesi di coinvolgimento di ambienti neofascisti che, secondo il Procuratore, è già oggetto di verifiche e perfettamente compatibile con la presenza di soggetti esterni a Cosa Nostra.
- Mafia e Appalti: Definita una “concausa” fondamentale, supportata da sentenze irrevocabili (Capaci bis, Borsellino ter e quater). De Luca ribadisce che questo filone non può essere sminuito a “robetta di poco conto”, avendo l’Ufficio individuato per la prima volta elementi concreti dopo trent’anni di silenzi.
Il contesto: lo scontro con il GIP e il ruolo dei mandanti esterni
La nota giunge dopo che il GIP di Caltanissetta, lo scorso dicembre, aveva respinto una richiesta di archiviazione sollecitando ulteriori indagini proprio sulla pista nera. Nonostante il ricorso della Procura sia stato dichiarato inammissibile dalla Cassazione, De Luca tiene a precisare che la visione della Procura è sempre stata orientata alla ricerca di un concorso esterno, tesi già sostenuta personalmente dal Procuratore durante la requisitoria del processo sul depistaggio.
L’obiettivo degli inquirenti resta dunque quello di definire il perimetro di quel “concorso di soggetti estranei a Cosa Nostra” che, a distanza di tre decenni, continua a essere il cuore pulsante delle indagini sulle stragi del 1992.
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