L’Iran incassa i pedaggi dello Stretto di Hormuz ed esamina il piano per assumerne il controllo, con buona pace di Trump.
La guerra in Iran e lo scontro sullo Stretto di Hormuz, per il momento, hanno un chiaro vincitore. E quel vincitore non è di certo Donald Trump, ma proprio il regime di Teheran. A confermarlo sono anche le notizie delle ultime ore, con il piano per assumere il controllo sovrano di Hormuz in questo momento all’esame del Parlamento iraniano e del Consiglio supremo. Secondo quanto riporta Fadahossein Maleki, membro del Consiglio nazionale del parlamento iraniano, “l’autorità decisionale finale rimane ancora da definire”.
Ma il controllo potrebbe quindi essere assunto da Teheran. Che sempre in queste ore ha incassato un’altra importante vittoria: l’Iran ha riscosso, per la prima volta in assoluto, un pedaggio dalle navi in transito nello Stretto. I fondi sono così stati trasferiti nella Banca centrale iraniana, come spiega l’agenzia di stampa Mehr. Un pedaggio che prima della guerra non esisteva e che ora viene incassato da Teheran.
Trump sconfitto su Hormuz, ma dal presidente Usa arrivano le solite minacce
Mentre Teheran incassa, Trump torna alle sue ormai consuete minacce. Su Truth ha spiegato di aver dato ordine di “affondare” tutte le barche che posano mine nello Stretto di Hormuz: “Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di sparare e distruggere qualsiasi imbarcazione, anche piccola (tutte le loro navi da guerra, ben 159, sono sul fondo del mare!), che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Non ci deve essere alcuna esitazione”. Lo stesso Trump, comunque, per ora non ha fissato una scadenza entro la quale l’Iran dovrà presentare una proposta di pace, come confermato dalla Casa Bianca.
Intanto, però, Teheran non sembra particolarmente preoccupata. E lo dimostra anche un’analisi della Cnn, secondo cui l’Iran non necessità di una flotta molto importante per mantenere chiuso lo Stretto, essendo invece sufficiente l’uso di motovedette veloci armate. Secondo le fondi di intelligence, inoltre, i Guardiani della rivoluzione mantengono ancora il 50% delle risorse navali di cui disponevano prima dell’inizio della guerra e tra queste ci sono anche un migliaio di motovedette.
Intanto l’esercito statunitense ha annunciato di aver sequestrato una nuova nave petroliera legata al contrabbando di petrolio. Il dipartimento della difesa Usa, fornendo il nome della petroliera (Majestic X) assicura che continuerà a tentare di “smantellare le reti illeciti e intercettare le navi che forniscono supporto materiale all’Iran, ovunque operino”.
Fonte lanotiziagiornale.it
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