Comunicato unitario SUNIA – FILLEA CGIL Caltanissetta
L’emergenza abitativa continua a rappresentare una delle principali questioni sociali del Paese e colpisce in maniera particolarmente grave il Mezzogiorno e la Sicilia.
I dati illustrati durante il convegno promosso dal SUNIA raccontano una realtà che non può più essere ignorata. Oltre 100.000 famiglie del Sud Italia attendono l’assegnazione di un alloggio pubblico, mentre una quota significativa del patrimonio di edilizia residenziale pubblica resta inutilizzata. Un paradosso che dimostra come il problema non sia soltanto costruire nuove abitazioni, ma recuperare, riqualificare e rendere immediatamente disponibili quelle già esistenti.
La Sicilia rappresenta uno dei casi più emblematici di questa contraddizione: migliaia di famiglie attendono una casa popolare mentre migliaia di alloggi IACP rimangono vuoti per mancanza di manutenzione, finanziamenti e programmazione.
Nel corso del dibattito è emersa con forza una valutazione critica sul Piano Casa del Governo Meloni. Dopo i grandi annunci, il provvedimento si traduce in un numero limitato di interventi e in risorse giudicate insufficienti rispetto alla dimensione reale dell’emergenza abitativa nazionale.
Non è possibile affrontare allo stesso modo le problematiche di territori profondamente diversi tra loro. Le esigenze delle grandi aree metropolitane del Nord non coincidono con quelle delle aree interne della Sicilia e del Mezzogiorno. Servirebbero politiche differenziate e investimenti mirati capaci di ridurre le disuguaglianze territoriali, non di ampliarle.
Destano particolare preoccupazione i criteri di utilizzo di alcune risorse nazionali che rischiano di favorire i territori con maggiore capacità progettuale e amministrativa, lasciando ulteriormente indietro le aree più fragili del Paese. Una scelta che potrebbe allargare il divario tra Nord e Sud anziché ridurlo.
La crisi abitativa, inoltre, non può essere separata dalla questione salariale. L’aumento dei canoni di locazione, dei mutui, delle utenze e del costo della vita si scontra con salari che continuano a perdere potere d’acquisto. Sempre più famiglie sono costrette a destinare una quota crescente del proprio reddito all’abitare, rinunciando spesso ad altri bisogni essenziali.
Nella provincia di Caltanissetta questa situazione è evidente. Da Caltanissetta a Gela, da Niscemi a Mazzarino, crescono le difficoltà economiche delle famiglie, aumentano le richieste di sostegno abitativo e permane la necessità di recuperare e rendere disponibili gli alloggi pubblici inutilizzati. In molti territori persistono inoltre situazioni di degrado urbano e criticità strutturali che attendono da anni risposte concrete.
Per SUNIA e FILLEA CGIL il diritto alla casa deve tornare al centro delle politiche pubbliche e dello sviluppo territoriale. La casa non è una merce ma un diritto fondamentale, strettamente legato alla dignità della persona, alla sicurezza sociale, alla qualità della vita e alle prospettive di crescita delle comunità.
Per questo chiediamo:
• un piano straordinario per il recupero degli alloggi IACP inutilizzati;
• il rifinanziamento dell’edilizia residenziale pubblica;
• investimenti strutturali per manutenzione e riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico;
• il rafforzamento del fondo sostegno affitti;
• risorse aggiuntive destinate al Mezzogiorno e alla Sicilia;
• tempi certi e trasparenza nelle assegnazioni;
• il coinvolgimento diretto di Comuni, IACP, organizzazioni sindacali e parti sociali nella programmazione degli interventi.
Le famiglie non possono aspettare anni. Le case pubbliche inutilizzate devono essere recuperate e assegnate subito.
Non servono promesse per il futuro: servono chiavi consegnate alle famiglie oggi.
SUNIA Caltanissetta – Seg. Iside Licata
FILLEA CGIL Caltanissetta Seg. Francesco Cosca

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