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Cronaca InternazionalePolitica

Tensione alle commemorazioni di Marcinelle: la protesta è del sindacato belga FGTB, non della CGIL

Autore: Redazione Visualizzazioni: 47 Tempo di lettura: 4 Pubblicato il: 09/08/2026
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Durante il 70° anniversario della tragedia del Bois du Cazier, l’iniziativa di voltare le spalle a Ignazio La Russa innesca uno scontro politico tra governo e opposizioni, prima della smentita di Landini e del chiarimento del sindacato belga.

Contents
La polemica e le accuse inizialiLa smentita della CGIL e la rivendicazione belgaIl valore della memoria a 70 anni dal disastro

MARCINELLE (BELGIO) – Le commemorazioni per il 70° anniversario della tragedia mineraria di Marcinelle, svoltesi presso l’ex miniera del Bois du Cazier a Charleroi, sono state contrassegnate da un’accesa polemica politica che ha valicato i confini nazionali.

Durante l’intervento del presidente del Senato, Ignazio La Russa — impegnato nella lettura del messaggio ufficiale inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella —, un gruppo di presenti si è voltato di spalle in segno di protesta. L’episodio ha immediatamente scatenato uno scambio di accuse tra esponenti della maggioranza di governo e il sindacato italiano, risolto solo con la rivendicazione ufficiale da parte del sindacato belga FGTB (Fédération Générale du Travail de Belgique).

La polemica e le accuse iniziali

Il caso è esploso a seguito delle dichiarazioni di Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, che ha accusato apertamente i rappresentanti della CGIL presenti alla cerimonia di aver messo in atto un “gesto di irrispetto verso le Istituzioni”.

Sulla vicenda era intervenuta sui canali social anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, censurando il gesto come una mancanza di rispetto nei confronti del valore della memoria e delle istituzioni repubblicane.

La smentita della CGIL e la rivendicazione belga

La replica del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, non si è fatta attendere, respingendo fermamente le accuse e definendole del tutto infondate.

A chiarire la dinamica dei fatti è stato successivamente il sindacato belga FGTB Charleroi, che ha rivendicato la paternità esclusiva dell’azione dimostrativa. Il segretario regionale della FGTB, Vincent Pestieau, ha dichiarato:

“Siamo stati noi. Tutti i compagni della FGTB si sono girati perché noi ci opponiamo alla presenza di forze di estrema destra. Charleroi è una città operaia e antifascista, dove molti minatori italiani arrivarono proprio per fuggire dal regime o dopo aver combattuto nella Resistenza. Abbiamo scelto di voltare le spalle a La Russa in quanto esponente del governo, mentre la nostra protesta non era in alcun modo rivolta al Presidente Mattarella.”

Il valore della memoria a 70 anni dal disastro

L’episodio ha riportato al centro dell’attenzione la complessa carica simbolica che la commemorazione dell’8 agosto 1956 porta con sé. L’incendio nella miniera del Bois du Cazier causò la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani, ed è da sempre un emblema dei sacrifici dell’emigrazione e delle condizioni di lavoro nel dopoguerra.

Nonostante la parentesi di scontro politico, la giornata ha confermato la rilevanza della memoria storica di Marcinelle, quest’anno riconosciuta anche a livello europeo come data simbolo per la sicurezza e la dignità dei lavoratori.

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