In un post sul proprio social network, la Casa Bianca rivendica il controllo del passaggio strategico. Nel frattempo, i monitoraggi marittimi confermano il blocco navale e negli Emirati scatta l’allerta missilistica.
La provocazione di Trump su Truth Social
L’escalation geopolitica in Medio Oriente si arricchisce di un nuovo capitolo provocatorio. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha pubblicato sulla piattaforma Truth Social una mappa dello Stretto di Hormuz accompagnata dalla sovrascritta “New US Territory” (“Nuovo territorio statunitense”).
La mossa arriva all’indomani delle minacce rivolte da Washington anche all’Oman, accusato dagli USA di condurre negoziati paralleli con l’Iran per il controllo dello stretto strategico.
Successivamente, Trump ha ribadito la linea dura attraverso un secondo messaggio:
“Non ci sono colloqui o conversazioni in corso, né programmati, con la Repubblica Islamica dell’Iran. Il Blocco Navale rimane pienamente in vigore ed efficace. Lo Stretto di Hormuz è aperto e operativo. Tutte le mine marine sono state rimosse o fatte detonare.”
Negoziati: versione contrastante dalla diplomazia USA
Le dichiarazioni categoriche di Trump sulla totale assenza di dialogo con Teheran stridono con le affermazioni rilasciate poche ore prima ai microfoni di Fox News da Jared Kushner, genero ed inviato speciale del presidente. Kushner aveva parlato di un canale diplomatica estremamente attivo:
“I colloqui tra il governo statunitense e diverse aree del governo iraniano in tutti i settori sono probabilmente più intensi che mai.”
I dati marittimi: Kpler smentisce la riapertura dello Stretto
A smentire la ricostruzione ottimistica della Casa Bianca sull’operatività del passaggio sono le rilevazioni indipendenti sul traffico marittimo. Secondo Kpler, piattaforma di monitoraggio dei flussi commerciali e petroliferi orientali:
- Attraversamenti in forte calo: Il traffico navale è diminuito del 19,5%, fermandosi a soli 95 transiti complessivi.
- Blocco quasi totale nel weekend: A seguito di attacchi a navi petroliere e al fermo dei negoziati, sabato si sono registrati solo 5 passaggi di navi mercantili, mentre domenica la quota di transiti confermati è scesa a zero (rispetto ai 31 navi del fine settimana precedente).
Allarme missilistico ed esplosioni a Dubai
La tensione militare ha toccato il picco anche nelle nazioni limitrofe del Golfo. Il Ministero dell’Interno degli Emirati Arabi Uniti ha inviato un avviso di emergenza sugli smartphone della popolazione locale — la prima allerta di questo tipo inviata dallo scorso maggio — invitando i cittadini a ripararsi immediatamente per la presenza di “potenziali minacce missilistiche”.
A Dubai si sono udite forti esplosioni, riconducibili — secondo quanto dichiarato dal Ministero della Difesa emiratino — alle operazioni di intercettazione e risposta dei sistemi di difesa aerea. L’allerta è stata poi revocata nel corso della serata con un successivo messaggio telefonico ai cittadini, che ha confermato il rientro dell’emergenza.

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