L’inchiesta della Procura di Roma squarcia il velo sull’istituto penale minorile: tredici vittime tra i 15 e i 19 anni. Accuse pesanti di pestaggi con bastoni e sedie in zone prive di telecamere.
ROMA – Un quadro di violenze sistematiche, abusi di potere e tentativi di occultamento. È quanto emerge dall’ultima indagine della Procura di Roma che coinvolge l’istituto penale minorile di Casal del Marmo. Dieci agenti della Polizia Penitenziaria sono attualmente indagati, a vario titolo, per reati che vanno dalla tortura alle lesioni aggravate, fino al falso ideologico.
I dettagli dell’orrore: “Pugni, sedie ed estintori”
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, i fatti si sarebbero consumati in un arco temporale che va da febbraio a novembre 2025. Le violenze non sarebbero state episodi isolati, ma spedizioni punitive mirate, avvenute prevalentemente in aree del carcere non monitorate dai sistemi di videosorveglianza.
Le vittime accertate sono almeno tredici detenuti stranieri, di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Il catalogo delle brutalità contestate descrive un clima di terrore: i giovani sarebbero stati colpiti non solo con schiaffi e pugni, ma anche utilizzando oggetti contundenti come bastoni, sedie e persino estintori. Per cinque degli indagati, la Procura ha già avanzato la richiesta di sospensione immediata dal servizio.
Il ruolo del “Falso Ideologico”
Oltre alle aggressioni fisiche, tre agenti devono rispondere di falso ideologico in atto pubblico. Questo dettaglio suggerisce un tentativo di inquinamento delle prove o di travisamento della realtà nei verbali ufficiali, volto a giustificare l’uso della forza o a nascondere le lesioni riportate dai ragazzi.
L’allarme di Antigone: “Non sono mele marce, è il sistema”
L’associazione Antigone, da anni in prima linea per i diritti dei detenuti, aveva già acceso i riflettori sulla struttura romana lo scorso luglio, presentando un esposto formale.
“Già nella primavera del 2024 avevamo raccolto testimonianze inquietanti”, spiega il presidente Patrizio Gonnella. “Oggi chiediamo una presa di posizione netta dal Ministero contro ogni deriva militaresca”.
Ancora più dura la riflessione di Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell’osservatorio minori di Antigone, che rifiuta la retorica dei casi isolati: “Quello che emerge dai racconti non riguarda singole ‘mele marce’, ma un vero e proprio problema di sistema. È fondamentale che esistano sguardi indipendenti capaci di agire come anticorpi dentro le carceri”.
Le richieste alle istituzioni
Mentre l’inchiesta prosegue per accertare tutte le responsabilità, resta il nodo della gestione dei minori e della tutela dei diritti umani in contesti di privazione della libertà. L’opinione pubblica e le associazioni chiedono ora risposte rapide dalla magistratura e interventi strutturali per evitare che istituti nati per la riabilitazione si trasformino in zone franche di illegalità.
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
