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Tra silenzi e giochi di prestigio: Caltanissetta, l’amministrazione governa a colpi di “bluff”

Last updated: 29/05/2026 6:52
By Sergio Cirlinci 341 Views 9 Min Read
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Incassare colpi in silenzio, sperando che la tempesta passi, non equivale a governare

Negli ultimi tempi, l’amministrazione comunale di Caltanissetta sembra aver adottato una singolare linea difensiva di fronte alle numerose critiche e alle tante questioni aperte che stringono la città in una morsa di immobilismo, “il mutismo selettivo”.

Tra emergenze quotidiane, cantieri infiniti e dossier strategici che giacciono nei cassetti, i “bocconi amari” da digerire per chi siede a Palazzo del Carmine sono ormai quotidiani.

Si pensi al totale e assordante silenzio calato sulla vicenda Cefpas, ma soprattutto sul capitolo Policlinico.

Dopo i fiumi di parole e i proclami solenni sbandierati durante la campagna elettorale, sul Policlinico è calato un oblio imbarazzante. Non se ne parla più. Eppure il quadro attorno a noi è cambiato drasticamente, a Enna la guida della città è passata a Mirello Crisafulli, una figura che la storia politica locale la conosce bene e di cui tutti ricordano il modus operandi,quando promette qualcosa ai cittadini, la realizza. basti pensare all’università, anzi, a ben due atenei portati a Enna in passato. Se l’amministrazione nissena non si dà una mossa immediata con fatti concreti e autorevolezza, il rischio concreto è che anche il Policlinico prenda definitivamente altre strade.

A fronte di uno scenario così competitivo e delicato, ciò che arriva ai nisseni sono invece risposte fumose e al vetriolo, rinvii o, appunto, un silenzio di tomba. Nulla di concreto, nessuna assunzione di responsabilità.

Di fronte al crescente malcontento, non manca chi tenta di deviare il discorso rispolverando un vecchio e logoro cliché, quello secondo cui i nisseni sarebbero, per natura, inclini alla lamentela sterile. Un’accusa comoda, che serve a colpevolizzare la comunità per ridimensionare i fallimenti della regia politica.

Ma le cose non stanno così. È bene ricordare un principio democratico fondamentale.

I cittadini hanno delegato chi ha chiesto spontaneamente di rappresentarli, di conseguenza, non si può oggi pretendere che i nisseni assistano passivamente al declino.

Chi amministra ha il sacrosanto dovere di rispondere, anche e soprattutto quando le cose non vanno per il meglio di ammettere che qualcosa non è andata come si sperava, o che si stanno incontrando difficoltà, sarebbe un atto di onestà intellettuale profondamente apprezzato dai cittadini dire semplicemente: “Ci abbiamo provato, stiamo incontrando ostacoli ma stiamo insistendo”, ridurrebbe le distanze, facendo scendere gli amministratori da quel piedistallo su cui l’arroganza e la presunzione li hanno collocati. Li renderebbe, in una parola, più “umani”.

Al contrario, l’impressione è che si sentano quasi degli extraterrestri, calati dall’alto a Caltanissetta con l’esclusiva missione di risolvere i disastri dei loro “incapaci” predecessori, loro che erano i “pronti e preparati con le soluzioni in tasca”. Ma la realtà ha la testa dura.

La lista dei temi usati in pompa magna per autocelebrarsi si allunga di giorno in giorno: dall’ex Banca d’Italia al Centro per l’impiego, dal bando per il contributo per la riapertura di nuove attività commerciali in centro storico, fino al Parco Assunto, passando dalla Piscina comunale e a quel Policlinico oggi finito nel dimenticatoio.

Tutti grandi annunci dall’alto valore simbolico ed economico.

Eppure, non appena qualcuno chiede conto, in maniera civile, dello stato dell’arte e dell’efficacia reale di questi progetti, la risposta è il vuoto, in campo scendono solo i “paladini”, anche se ultimamente pare abbiano riposte le “spade”, probabilmente non sapendo più come o cosa difendere.

Anzi, si assiste a una tattica ben precisa simile a quel coraggioso giocatore di poker che sa di stare bleffando, l’amministrazione non risponde sul punto, ma rilancia, tirando fuori dal cilindro un nuovo tema fresco di giornata pur di distrarre l’opinione pubblica da quelli ancora caldi nel piatto.

Se accadesse una volta si potrebbe parlare di coincidenza, ma quando il modulo si ripete costantemente, dalla coincidenza si passa alla strategia. Il tempismo mostrato nell’estate del 2025 ne è la prova lampante:

Il 18 luglio 2025, il sindaco lancia un roboante annuncio, la riapertura della piscina comunale nei primi mesi del 2026. Una tempistica non casuale. In quei caldi giorni di luglio la tensione in città era altissima, perché tutti sapevano cosa stava per accadere, l’abbattimento dell’Antenna Rai, e quell’annuncio è servito come una grande zolletta di zucchero per addolcire l’amaro caffè che i nisseni avrebbero poi effettivamente assaggiato pochi giorni dopo.

Il 23 luglio 2025, infatti, si consumava l’annunciato abbattimento della storica antenna Rai, una ferita identitaria profonda per Caltanissetta, parzialmente anestetizzata dal “bluff” comunicativo di cinque giorni prima.

La strategia prosegue nei mesi successivi. Sorgono problemi con il Parco Dubini? Subito scatta l’inaugurazione in pompa magna del Parco Assunto e la convocazione di un consiglio monotematico aperto, sperando che abbia maggior fortuna di quelli tenutisi anni fa su Antenna e Policlinico.

Succede che poi i cittadini si lamentano delle reali condizioni del Parco Assunto, dimostrazione che è stato riaperto in fretta e furia, ed ecco il nuovo rilancio: “Chieste le compensazioni a Rai Way”, una mossa arrivata guarda caso subito dopo la notizia che l’area dell’antenna è stata persino messa in vendita.

Proprio sulla vicenda Rai Way si consuma l’ennesimo paradosso. L’amministrazione minaccia battaglie legali e richieste di risarcimento, le famose compensazioni. Tuttavia, chi mastica un minimo di diritto e conosce la complessità di queste vicende, nonché la potenza di Rai Way, sussurra che le probabilità di successo di un simile contenzioso rasentino lo zero, con il rischio in caso soccombere nell’azione legale, di dover pagare tutte le spese. Oltre al danno anche la beffa.

Allora sorge spontanea una domanda: invece di lanciarsi in avventure giudiziarie lunghe, costose e dal risultato quasi segnato, perché non si pensa concretamente a reperire i circa 400 mila euro necessari per l’acquisto dell’area? Se ne sono trovati 700 mila euro per “venire incontro” alla ditta che dovrà gestire la piscina, perchè non farlo per salvare la colllina Snat’Anna? In questo modo si sventerebbero in un colpo solo tutti i rischi di speculazione edilizia che i cittadini temono legittimamente, blindando quel sito e restituendolo alla fruizione della città.

I nisseni non sono lamentosi, sono stanchi di essere trattati come spettatori di un “gioco di prestigio” in cui si mostra una mano per nascondere ciò che fa l’altra, somministrando zollette di zucchero per coprire il sapore amaro della realtà.

Chi ha chiesto e ottenuto la fiducia della città ha il dovere di governare con realismo, umiltà e, soprattutto, dinamismo politico, prima che le realtà faccia svanire le residue speranze di rinascita e i nostri vicine altre possibilità di sviluppo.

Il tempo dei bluff, prima o poi finisce, quando poi si calano le carte sul tavolo, si vede chi ha giocato e chi ha solo bleffato. Ad Maiora

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