Potrebbe esserci una svolta determinante nella ricostruzione della tragedia avvenuta sabato scorso nelle acque di Lampedusa, dove ha perso la vita Cristiano Daniele Giamporcaro, regista e documentarista di ventinove anni originario di Caltanissetta.
I primi esiti dell’esame autoptico, eseguito ieri pomeriggio nell’obitorio dell’ospedale «San Giovanni di Dio» di Agrigento, starebbero infatti tracciando uno scenario differente rispetto a quanto ipotizzato nelle prime ore successive all’incidente.
Il responso dell’autopsia: fatalità dovuta all’impatto
Secondo le prime indicazioni emerse dagli accertamenti necroscopici condotti dal medico legale Alberto Alongi, incaricato dalla Procura della Repubblica di Agrigento, a causare il decesso del giovane non sarebbero state le ferite provocate dalle eliche del gommone, bensì le gravissime e devastanti fratture riportate alla schiena a causa del violento impatto con lo scafo dell’imbarcazione.
Un urto di inaudita violenza che non ha lasciato scampo al ventinovenne, il quale si trovava in immersione ed era regolarmente segnalato dalla prescritta boa di emergenza. Il corpo senza vita del giovane sub era stato recuperato soltanto alcune ore dopo dai militari della Capitaneria di Porto.
All’esame autoptico hanno presenziato anche i consulenti tecnici di parte: il medico legale Vincenzo Silvana Pulci, nominato dai genitori della vittima – la docente universitaria Marina Castiglione e il professionista Ruben Giamporcaro, assistiti dall’avvocato Sergio Iacona – e il medico legale di Mussomeli Giovanni Scalzo, nominato dalla difesa degli indagati.
Le indagini per omicidio nautico e i quesiti della Procura
La Procura di Agrigento, sotto la guida del pubblico ministero Carola Bisanti, ha già iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio nautico la coppia di turisti romani (un uomo di 73 anni e una donna di 69 anni, assistiti dall’avvocato Maurizio Sangermano) che si trovava a bordo del gommone, già sottoposto a sequestro giudiziario.
Il magistrato ha conferito al proprio consulente quattro specifici quesiti per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti, l’esatta causa della morte e l’eventuale presenza di concause. L’esperto avrà a disposizione novanta giorni di tempo per depositare la relazione definitiva, atto che potrebbe imprimere una svolta decisiva all’inchiesta.
La salma restituita ai familiari: funerali a Caltanissetta
A conclusione degli accertamenti autoptici, il PM Carola Bisanti ha firmato il nulla osta per la restituzione della salma ai familiari.
I funerali si terranno a Caltanissetta, città natale di Cristiano, dove il giovane regista aveva mosso i primi passi coltivando con passione la sua sensibilità artistica e professionale.
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