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Università a Caltanissetta: tra locali inagibili e lo “scaricabarile” della politica. Il caso via Real Maestranza e non solo

Last updated: 05/05/2026 6:40
By Sergio Cirlinci 173 Views 6 Min Read
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Il velo di Maya sulla “proficua collaborazione” tra Comune, Università di Palermo e Consorzio Universitario è definitivamente caduto. A squarciarlo è stato il Rettore di UniPa, Massimo Midiri, che con un decreto d’urgenza ha disposto le lezioni a distanza per studenti e docenti del polo di via Real Maestranza. Il motivo? L’edificio è stato dichiarato non idoneo dal responsabile della sicurezza dell’Ateneo.

Un atto formale che non solo certifica il pericolo per l’incolumità pubblica, ma smentisce anni di rassicurazioni ufficiali.

In questo scenario di emergenza, l’intervento del Sindaco Walter Tesauro appare come un esercizio di equilibrismo politico costellato di contraddizioni. Tesauro punta il dito contro l’attuale Presidente del Consorzio, l’ing. Gianluca Tumminelli, accusandolo di lentezza e di preoccuparsi più delle assunzioni che della manutenzione.

Tuttavia, il Sindaco sembra soffrire di una curiosa “amnesia selettiva”.

  1. La rimozione del comodato d’uso: Tesauro evoca oggi vecchi accordi che prevedevano lavori a carico del Consorzio da scomputare dall’affitto. Dimentica, però, che nel maggio 2024 il Consorzio aveva inviato al Comune (di cui lui è oggi il vertice) una bozza di comodato d’uso gratuito a favore di UniPa. Tale accordo avrebbe scaricato i costi di ristrutturazione interamente sull’Università di Palermo, risparmiando al Consorzio l’onere dell’affitto. Perché quella pratica è rimasta chiusa nei cassetti del Comune per due anni?
  2. Il negazionismo del passato: In passato, rispondendo alle interrogazioni delle opposizioni, l’amministrazione aveva quasi minimizzato l’esistenza di criticità strutturali e lamentele degli studenti. Oggi, di fronte al decreto di Midiri, il Sindaco reagisce con una durezza che sa di “smarcamento”, attaccare Tumminelli per non dover rispondere del fatto che quegli stessi locali erano già quasi inadeguati quando era lui a guidare il Consorzio.

Mentre gli studenti sono chiusi in casa davanti a uno schermo perché l’edificio di via Real Maestranza cade a pezzi, il Comune continua a narrare una realtà parallela.

Si parlava sino a ieri di “proficua collaborazione”, si punta tutto sull’acquisto dell’ex Banca d’Italia e si rilancia addirittura con l’arrivo di tre nuovi corsi di laurea per il prossimo anno.

Viene da chiedersi: con quali basi strutturali? Se non si riesce a garantire l’agibilità come si pensa di gestire un’espansione così ambiziosa?

Sullo sfondo resta la sensazione di una guerriglia interna alla coalizione di centro-destra. Lo scontro Tesauro-Tumminelli somiglia più a una puntata di una travagliata “telenovela” politica che a una ricerca di soluzioni. Intanto:

– La mensa universitaria resta un miraggio, obbligando gli studenti a trasferte in periferia.

– L’edificio dell’ex Ospedale Vittorio Emanuele, nonostante i vincoli universitari, resta nel limbo.

– Il bilancio del Consorzio è in rosso, una condizione che Tesauro, da ex Presidente dell’ente, dovrebbe conoscere bene.

Mentre altri consorzi, che dipendono sempre da UNIPA, Trapani e Agrigento, ottengono nuovi corsi e sedi moderne, Caltanissetta resta al palo, intrappolata tra locali angusti e comunicati stampa al vetriolo. Se il “modello Palermo” doveva essere la chiave del rilancio, per ora l’unica cosa che è arrivata è la didattica a distanza: un ritorno al passato che la città non può permettersi.

Infine, il perdurare di questa cronica disorganizzazione e la palese incapacità di gestire anche l’ordinaria manutenzione di un singolo plesso, mettono una pietra tombale sul tanto sbandierato “sogno” del Policlinico o Ospedale Universitario che dir si voglia.

Quello che doveva essere il volano dello sviluppo sanitario e accademico del territorio sembra ormai essere caduto definitivamente nel dimenticatoio dei programmi amministrativi.

Un progetto di tale portata richiederebbe una sinergia e una solidità istituzionale che oggi, tra edifici inagibili e “guerre fredde” tra enti, appaiono pura utopia.

È l’ennesima conferma di come l’idea del Policlinico sia stata, per l’ennesima volta, solo un efficace slogan elettorale, utile a catturare consensi nell’ultima campagna ma destinato a svanire il giorno dopo lo spoglio delle schede, lasciando gli studenti e la città alle prese con una realtà fatta di aule chiuse, lezioni via webcam.

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