Proclamato lo stato di emergenza nazionale. Si tratta della scossa più forte registrata negli ultimi 126 anni nel nord del Paese. Allerta tsunami rientrata nei Caraibi.
CARACAS — Una drammatica successione di eventi sismici ha messo in ginocchio il Venezuela nelle ultime ore. Una violentissima doppia scossa di terremoto, rispettivamente di magnitudo 7.1 e 7.5 secondo i costanti rilievi dello United States Geological Survey (USGS), ha colpito con estrema durezza la porzione settentrionale dello Stato, provocando ingenti crolli strutturali, blackout generalizzati e scene di panico collettivo in numerose metropoli, a partire dalla capitale Caracas.
Il governo venezuelano ha immediatamente proclamato lo stato di emergenza nazionale per coordinare i soccorsi e far fronte a quella che gli esperti americani hanno già classificato come la scossa più potente registrata nell’area negli ultimi 126 anni. L’epicentro delle scosse è stato localizzato nello Stato di Yaracuy, a una profondità ipocentrale stimata intorno ai 10 chilometri, ma la propagazione delle onde sismiche è stata talmente vasta da essere nitidamente avvertita a oltre 160 chilometri di distanza, interessando in modo significativo anche i territori della vicina Colombia.
Caracas sventrata: si scava tra le macerie
Sebbene l’epicentro sia distante circa 300 chilometri dalla capitale, gli effetti del sisma su Caracas sono stati devastanti. I quartieri cittadini presentano scenari spettrali: interi edifici e palazzi sono collassati o risultano gravemente sventrati. Nel comune di Chacao, in particolare lungo la Primera Avenida del quartiere di Los Palos Grandes, si registrano i cedimenti più drammatici, con almeno due stabili completamente distrutti. Le squadre di soccorso, supportate dalla Protezione Civile e da numerosi volontari, stanno scavando ininterrottamente tra le montagne di cemento e ferro per individuare ed estrarre i civili rimasti intrappolati.
Aeroporti paralizzati e allerta tsunami nei Caraibi
La situazione infrastrutturale è critica in tutto il Paese. Il principale aeroporto internazionale del Venezuela ha riportato gravi danni strutturali che hanno costretto le autorità a sospendere i voli commerciali. I video diffusi sui canali social mostrano passeggeri in fuga all’interno dei terminal durante il picco delle scosse, mentre controsoffitti e vetrate andavano in frantumi. Le comunicazioni e le reti elettriche risultano isolate in ampie porzioni del territorio nazionale, isolando di fatto intere comunità.
Subito dopo i due eventi sismici principali, l’USGS e i centri di monitoraggio oceanico avevano emesso un’allerta tsunami per l’intera area caraibica, con particolare riferimento a Porto Rico e alle Isole Vergini. Fortunatamente, i successivi rilievi sul livello del mare hanno scongiurato il pericolo di onde anomale distruttive, portando al progressivo rientro dell’allarme e consentendo alle autorità locali di invitare la popolazione alla calma.
Il bilancio provvisorio
Nel momento in cui si scrive, le autorità locali e la presidenza venezuelana non hanno ancora diffuso un bilancio ufficiale definitivo in merito al numero esatto di morti e feriti, data l’estrema difficoltà nel raccogliere informazioni dalle zone attualmente isolate. Tuttavia, fonti ospedaliere e testimonianze dirette sul campo confermano la presenza di numerose vittime e centinaia di feriti ospedalizzati d’urgenza. Le prossime ore saranno decisive per comprendere la reale entità di questa immane catastrofe naturale.

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