ANTIBES – Sotto il sole della Costa Azzurra si scioglie, almeno a favore di telecamera, la narrazione di un “gelo” perenne tra Roma e Parigi. A Villa Eilenroc, in occasione del 36esimo vertice intergovernativo Italia-Francia, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron hanno siglato una serie di intese cruciali, rilanciando la cooperazione bilaterale su dossier di primaria importanza strategica, con particolare attenzione al futuro del Libano e all’industria dello spazio e della difesa.
Disgelo in Costa Azzurra: «Parlano le persone serie»
Ad aprire l’incontro sono state alcune battute informali tra i due leader, reduci da frequenti faccia a faccia istituzionali nelle ultime settimane (dal G7 al Consiglio Europeo, fino al recente vertice E5 di Berlino). All’allusione dei giornalisti sul presunto clima teso tra i due esecutivi, Macron ha ironizzato: «Viviamo tutti sotto lo stesso clima che è caldo: non c’è più nulla di glaciale».
Sulla stessa linea la premier italiana, che ha tenuto a precisare la natura solida e pragmatica dell’asse transalpino: «Credo che la cooperazione tra Italia e Francia dimostri che le nostre relazioni non sono state glaciali. Sono state relazioni tra persone serie che parlano di politica». Meloni ha poi Liquidato con una battuta le interpretazioni giornalistiche legate alla sua mimica facciale, sottolineando che «i rapporti in queste vicende sono più complessi di come a volte li vedo semplificati nei video o dalle espressioni».
La coalizione post-UNIFIL per il Libano
Il dossier geopolitico più urgente sul tavolo ha riguardato il Medio Oriente e la stabilità del Libano. Con la scadenza della missione UNIFIL prevista a fine anno, Italia e Francia hanno deciso di muoversi d’anticipo per scongiurare un vuoto istituzionale e militare che potrebbe incendiare ulteriormente l’area.
«È necessario, dal nostro punto di vista, garantire una presenza internazionale che scongiuri un pericolosissimo vuoto di sicurezza», ha spiegato Giorgia Meloni. «Ed è la ragione per la quale insieme abbiamo deciso di lanciare una coalizione per il sostegno del Libano post-UNIFIL». Una sinergia strategica immediata che vede i due Paesi, storicamente legati al quadrante libanese, fare da capofila in Europa.
Difesa e Spazio: i “campioni europei” e il programma Bromo
Le intese bilaterali hanno toccato vette industriali significative. Nel settore della Difesa, è stato formalizzato il cronoprogramma Italia-Francia 2026-2031, concentrato in particolar modo sul potenziamento del sistema missilistico Samp/T, definito da Meloni come «l’unico sistema europeo di difesa aerea e antimissile a lungo raggio progettato e costruito interamente in Europa», un asset indispensabile alla luce delle lezioni apprese dai recenti conflitti globali.
Altrettanto rilevante il capitolo Spazio. I due Paesi puntano a rafforzare l’autonomia tecnologica del continente, sostenendo programmi congiunti di primo livello. «È un ambito nel quale possiamo fare la differenza e che ha ancora enormi potenzialità», ha dichiarato la premier italiana. «Ci auguriamo che la nostra cooperazione possa anche sostenere il successo del programma Bromo, che punta a far nascere un campione europeo in questo settore».
Una partnership naturale
Il bilaterale ha toccato anche temi legati a immigrazione, trasporti, agricoltura e cultura (con una visita preventiva al Museo Picasso di Antibes insieme ai rispettivi ministri della Cultura).
In chiusura, entrambi i leader hanno rivendicato la centralità storica e politica del legame tra Roma e Parigi per i destini dell’Unione. Se Macron ha definito Francia e Italia «partner naturali e indispensabili», Meloni ha rincarato la dose ricordando la comune identità comunitaria: «Senza Italia e Francia l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono». Il vertice di Antibes archivia così i passati attriti, riconsegnando un’intesa bilaterale guidata dal pragmatismo e dalla convergenza sugli scenari di crisi.

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