Ha il sapore del paradosso mediatico e della provocazione istituzionale l’ultimo capitolo che vede protagoniste Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile. Lo scorso 23 settembre, le due note ex regine delle televendite hanno varcato la soglia della Sala della Protomoteca del Campidoglio per ricevere il “Premio Internazionale della Cultura”, un riconoscimento ideato dall’editore Alessandro Gian Maria Ferri per celebrare le loro recenti fatiche letterarie.
Un traguardo celebrato con orgoglio e condiviso sui social, ma che ha immediatamente scatenato un polverone di polemiche nell’opinione pubblica e sul web.
Il trionfo e le parole choc
Il premio, assegnato per i libri pubblicati quest’anno dalle due donne, ha rappresentato per loro una sorta di riscatto simbolico. Una rivincita che la stessa Wanna Marchi non ha esitato a sottolineare con affermazioni destinate a far discutere: «La vita è davvero strana, da una cella in galera e poi ti ritrovi in Campidoglio osannata, piena di complimenti, di applausi e di abbracci. Il Campidoglio non è per tutti».
Parole forti, che riaprono inevitabilmente i conti con un passato giudiziario pesante, segnato dalle condanne definitive per bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e evasione fiscale che all’inizio degli anni duemila scossero profondamente il mondo della televisione italiana.
La spaccatura sul web: indignazione o diritto al riscatto?
La presenza di Wanna Marchi e Stefania Nobile in una delle sedi istituzionali più prestigiose d’Italia ha diviso nettamente la rete. Da una parte, i social si sono riempiti di commenti indignati: utenti inferti per quella che viene definita una mancanza di decenza e uno schiaffo morale alle persone oneste e alle vittime dei raggiri del passato. “Senza limiti alla decenza” e “Siamo arrivati alla frutta” sono solo alcune delle frasi più ricorrenti apparse sotto i post delle festeggiate.
D’altra parte, non sono mancate voci di segno opposto, fautrici della clemenza e della riabilitazione sociale: sostenitori convinti che, scontato il proprio debito con la giustizia, chiunque abbia il diritto di voltare pagina e di vedere riconosciuto un proprio percorso di cambiamento personale. “Si cambia, hanno sbagliato e lo hanno riconosciuto” scrive infatti chi sceglie di guardare avanti.
Resta aperto l’interrogativo sull’opportunità di concedere spazi istituzionali di tale rilievo a figure al centro di pagine così controverse della cronaca recente, confermando come Wanna Marchi e Stefania Nobile continuino ad avere, nel bene e nel male, una straordinaria capacità di catalizzare l’attenzione mediatica.
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