E’ stata comunque la festa dei lavoratori, anche se senza canti e balli.
Il primo maggio nisseno del 2026 verrà ricordato non per la musica o i dibattiti in piazza, ma per un’assenza che pesa come un macigno e per una giustificazione, quella fornita dall’Assessore Petrantoni, che ha sollevato più dubbi che consensi.
Attraverso una nota affidata ai social, l’Assessore Petrantoni ha rotto il silenzio per spiegare il motivo per cui la città, a differenza dello scorso anno, non ha ospitato alcuna manifestazione di rilievo.
La motivazione? Una questione di priorità e di portafoglio.
“Le risorse del bilancio comunale non hanno consentito l’organizzazione di una manifestazione di rilievo. Una parte significativa delle disponibilità è stata destinata alla Settimana Santa, un impegno che ha inciso sui capitoli dedicati agli eventi.”
Il post

Secondo l’amministrazione, dunque, la scelta sarebbe stata necessaria e ovvia, mettendo i cittadini davanti a un bivio, o la tradizione pasquale o il concerto del 1° maggio.
Ma è davvero così?
A guardare bene le cifre, la tesi dei fondi non regge. Lo stanziamento per la Settimana Santa a Caltanissetta si aggira storicamente intorno ai 100 mila euro. Si tratta di una somma definita “routinaria”, un investimento identitario che ogni amministrazione, di qualsiasi colore politico, mette in conto preventivamente.
Definire oggi questo impegno come la causa del “deserto” del primo maggio appare, a molti osservatori, come un tentativo di utilizzare un simbolo intoccabile della città per coprire una lacuna organizzativa dovuta ad altro.
Il vero punto di rottura, però, emerge scavando nei documenti dello scorso anno.
Il successo del “Festival del Lavoro 2025” non fu merito delle casse comunali, oggi dichiarate vuote, ma di un massiccio intervento della Regione Siciliana, come documentato ampiamente in questo nostro articolo del 30/04/2025, che se anche qualcuno ci ha definito “cosiddetto giornale”, non è mai smentito da nessuno.
Documenti alla mano, l’evento del 2025 fu finanziato con 200.000 euro attraverso il D.D.S. n. 498/S6 del 04/03/2025 del Servizio 6 “Manifestazioni, spettacolo ed iniziative turistiche”.
Un finanziamento tra le altre cose “blindato”: la determinazione allegata nell’articolo specificava chiaramente che “il mancato impegno di quelle somme avrebbe comportato la perdita del fondo e la relativa restituzione”.
Il confronto tra il 2025 e il 2026 rivela dunque una realtà ben diversa.
Lo scorso anno la città ha beneficiato di una pioggia di fondi regionali che quest’anno non sono arrivati.
Invece di ammettere il mancato rinnovo del sostegno da parte di Palermo, l’assessore ha preferito spostare l’attenzione e, quasi la “colpa”, sulla Settimana Santa.
Dire le cose chiaramente, ovvero che senza il contributo straordinario della Regione il Comune non è stato in grado di sostenere questi e altri grandi eventi, sarebbe un esercizio di onestà intellettuale.
Ma i cittadini nisseni godono fortunatamente di buona memoria e ricordano i palchi dell’anno scorso e sanno che quei 200 mila euro non provenivano dalle casse comunali, che hanno solo fatto da tramite, ma da un’opportunità che quest’anno è andata perduta.
Al di là della dialettica politica, resta il danno economico.
Come recitava il decreto regionale dell’anno scorso, eventi di tale portata servono a “incentivare il turista a scegliere la città, favorendo una ricaduta positiva per l’economia e opportunità di crescita sociale”.
Quest’anno, a Caltanissetta i cittadini sono rimasti a guardare i concerti in tv, sperando che quel “ci rifaremo il prossimo anno” non sia solo l’ennesima promessa da non poter poi onorare se non arrrivano finanziamenti da Palermo. Ad Maiora
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La foto in copertina è del concerto dello scorso anno
