Mentre la vicina San Cataldo dà Lezioni di Civiltà, il capoluogo affoga nei costi e nell’Inerzia con l’attivismo che si ferma in aula
La cronica emergenza randagismo a Caltanissetta ha raggiunto livelli di sfacelo economico e morale.
A pochi chilometri di distanza, San Cataldo ha ospitato con successo la sua terza edizione della “Giornata Amici a Quattro Zampe”, dimostrando come si possa unire sensibilizzazione contro l’abbandono e promozione attiva delle adozioni.
A Caltanissetta? Il nulla.
L’assenza di un’iniziativa così basilare e cruciale è incomprensibile, soprattutto se confrontata con il salasso sulle casse pubbliche, in una città dove si spendono circa 900.000 euro l’anno per il mantenimento degli animali in canile.
Una cifra che non solo sta diventando insostenibile, ma che evidenzia il totale fallimento delle politiche di prevenzione e adozione dal canile e dalle strade.
E’ un paradosso, il Comune paga cifre astronomiche per l’immobilismo. Ogni singolo cane o gatto che trova casa grazie a una giornata di adozione come quella di San Cataldo si traduce in un risparmio tangibile per la collettività.
Ma a Caltanissetta, si preferisce mantenere il costoso status quo.
Il randagismo non è un problema imprevedibile, ma il risultato di anni di inerzia e decisioni mancate.
La storia amministrativa recente è un monumento all’inefficacia.
Si ricordano ancora le decine di sedute dedicate dalla VI° Commissione nella scorsa legislatura per redigere un regolamento sul randagismo, un iter che, con la scusa della fine della legislatura, è stato lasciato morire in un cassetto o rimandato alla nuova amministrazione. Un danno imperdonabile che ancora oggi paghiamo.
L’attuale Assessore al Benessere Animale, Matilde Falcone, la presidente della VI° Commissione della passata amministrazione, ha indubbiamente promosso incontri.
Ha riunito il tavolo tecnico nel settembre 2024 e ha incontrato l’ASP per discutere il rinnovo dei protocolli per le sterilizzazioni.
Ma cosa fa la politica in aula?
Non basta l’attivismo di singoli consiglieri, come il noto Armando Turturici, che pur sollevando il problema con veemenza in Consiglio, non è evidentemente riuscito a tradurre la sua battaglia, pur avendo presentato diverse interrogazioni sul tema, in un atto concreto e risolutivo.
Il consigliere Turturici, sentito telefonicamente, lamenta la mancanza di risposte alle sue interrogazione da oltre un anno e precisa che l’ass.Falcone in questo anno e mezzo, per quanto ne sa, ha solo portato avanti un’iniziativa, quelle delle cuccette, che tra le oltre cose era stata ideata dall’ex assessore Andaloro.
Inoltre il consigliere Turturici ci riferisce che la struttura per le sterilizzazioni, ex scuola due Fontane, è chiusa da marzo, costringendo i cittadini a recarsi a Delia per microcippare i propri animali e a Mussomeli per le sterilizzazioni.
Del nuovo centro che dovrebbe aprire a Caltanissetta, i lavori pare siano stati completati, ma manca ancora le attrezzature.
Di conseguenza mentre le istituzioni discutono le “sinergie”, la realtà sul campo dice che le madri randage continuano a partorire e gli abbandoni non si placano, aumentando la popolazione canina in strada.
Risultato, le adozioni stagnano e Il canile rimane pieno, garantendo la continuità della spesa proiettata solo ad aumentare.
Caltanissetta, di fronte all’esempio concreto e di successo di San Cataldo, non può più permettersi di nascondersi dietro la burocrazia.
È ora di trasformare quel debito annuale di 900.000 euro in un investimento sulla civiltà e il benessere animale, organizzando subito una massiccia giornata di sensibilizzazione e adozione.
Altrimenti, l’amministrazione sarà complice di uno spreco finanziario che ha il sapore amaro dell’insensibilità.
Naturalmente, come è riportato anche sotto, sull’argomento trattato, la redazione è a disposizione dell’ass.Falcone per pubblicare un suo comunicato o replicare a quanto scritto. Ad Maiora
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