Aumenta significativamente la quota detenuta da investitori esteri. Nel frattempo, il PIL dell’Eurozona registra una crescita dello 0,4% nel secondo trimestre.
La corsa del debito e la composizione dei creditori
Procede a passo spedito la crescita del debito pubblico italiano, che a giugno 2026 ha raggiunto un nuovo picco storico sfondando la quota simbolica dei 3.200 miliardi di euro.
Secondo le ultime rilevazioni della Banca d’Italia:
- Aumento mensile e annuale: A giugno il debito è cresciuto di 26,2 miliardi di euro rispetto al mese precedente, attestandosi a 3.207,2 miliardi. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, l’incremento è di circa 136 miliardi.
- Ritmo costante: Dopo il rallentamento registrato a fine 2025, da gennaio 2026 la crescita è proseguita a un ritmo costante di almeno 20 miliardi al mese, con la sola eccezione di un lieve calo ad aprile.
- Chi detiene il debito: Cambia la mappa dei creditori. Cresce in modo significativo la quota in mano agli investitori stranieri. Al contrario, si riduce la percentuale detenuta da Banca d’Italia (scesa al 16,7%) e quella in possesso di famiglie e imprese italiane (scesa al 14,5%).
Le entrate fiscali e le prospettive del Governo
Sul fronte delle entrate dello Stato si registra un doppio binario:
- Giugno 2026: Si nota una flessione rispetto allo scorso anno, con entrate tributarie pari a 43,2 miliardi (-1,3% ossia 0,6 miliardi in meno).
- Primo semestre: Nel complesso dei primi sei mesi dell’anno, il bilancio resta positivo con entrate pari a 261,0 miliardi di euro, in aumento del 1,4% (+3,6 miliardi) rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il Governo si dichiara fiducioso sulla traiettoria del disavanzo e punta ad uscire dalla procedura UE per deficit eccessivo. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato come l’obiettivo sia «alla nostra portata», evidenziando tuttavia come i conti pubblici abbiano risentito pesantemente dell’impatto del Superbonus.
Il contesto europeo: crescita del PIL e scambi commerciali
Dai dati macroeconomici diffusi da Eurostat emergono segnali di ripresa per l’area euro:
PIL in crescita: Nel secondo trimestre il Prodotto Interno Lordo è aumentato dello 0,4% nell’Eurozona e dello 0,5% nell’intera UE. Per l’Italia la crescita si attesta allo +0,2%.
| Paese / Area | Crescita PIL (2° Trimestre) |
| Irlanda | +3,9% (picco massimo) |
| Media UE | +1,2% (su base annua) |
| Spagna | +2,7% (su base annua) |
| Italia | +0,2% (su base trimestrale) / +1,0% (annua) |
| Germania | +0,9% (su base annua) |
| Francia | +0,7% (su base annua) |
Infine, sul fronte commerciale, l’Unione Europea ha registrato a giugno un surplus di 3,9 miliardi di euro nei commerci con il resto del mondo, evidenziando un avanzo di 11,2 miliardi verso gli Stati Uniti e un deficit di 35,1 miliardi nei confronti della Cina.
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