Il Presidente del Senato sostiene la necessità di riformulare la trasmissione d’inchiesta di Rai 3. Ferma opposizione dei Cinque Stelle, che accusano la maggioranza di voler censurare Sigfrido Ranucci.
Si infiamma nuovamente il dibattito politico attorno al futuro di Report, lo storico programma d’inchiesta di Rai 3 condotto da Sigfrido Ranucci. Le recenti dichiarazioni del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, hanno riacceso le polemiche tra la maggioranza e le opposizioni in merito all’indipendenza dell’informazione e alla gestione del Servizio Pubblico.
La posizione di Ignazio La Russa
Nel corso di un recente intervento, La Russa è entrato nel merito della trasmissione sostenendo che il format non debba essere eliminato, bensì modificato:
«Report va cambiato, non eliminato perché non è possibile che le inchieste di Report solo per l’1,5% dei casi abbiano riguardato il partito di sinistra più grosso», ha affermato la seconda carica dello Stato, aggiungendo poi con tono polemico: «Non vorrei che ce ne mandino uno peggio di Ranucci, la vedo difficile ma potrebbero trovarlo».
La replica del Movimento 5 Stelle
Le affermazioni di La Russa hanno immediatamente provocato la dura reazione dei parlamentari del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai, che hanno accusato il Presidente del Senato di ingerenza diretta nei palinsesti televisivi:
«Ignazio La Russa da seconda carica dello Stato ci tiene a farci sapere che a suo avviso Report va cambiato. Vuole fare anche la scaletta del programma e decidere lui quando si va in onda? Vuole indossare la camicia bianca di Ranucci e condurre lui?»
I rappresentanti del M5S hanno inoltre respinto le critiche sulla presunta parzialità del programma, contrattaccando sulle vicende interne a Fratelli d’Italia:
«La Russa si lamenta del fatto che le inchieste sarebbero “monocolore”, ma dimentica che è proprio il suo partito a fornire vagonate di materiale per inchieste giornalistiche e giudiziarie, come i casi di Daniela Santanchè e delle chat di Delmastro. A proposito: su questo non ci dice nulla? Il loro unico scopo è fare fuori Sigfrido Ranucci dalla conduzione.»
L’analisi di Paolo Mieli
Sul caso è intervenuto anche lo storico ed ex direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli, invitando la politica e la dirigenza Rai alla cautela. Mieli ha evidenziato come, in assenza di rilievi o novità sostanziali contro il giornalista, un allontanamento forzato rischierebbe solo di trasformare Ranucci in un “martire” mediatico, suggerendo quindi di lasciarlo al suo posto alla guida del programma fino alla naturale conclusione del ciclo previsto.
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