Medici e ricercatori scendono in campo contro la disinformazione dopo la tragedia della piccola Anna Rosa.
«La salute e la vita dei bambini non possono dipendere dal grado di conoscenza medica dei genitori. Se tutta la comunità scientifica consiglia di effettuare i vaccini, e se c’è una legge che ne impone l’obbligatorietà in età pediatrica, bisogna fidarsi di chi ha studiato, punto e basta».
È netta la posizione di Matteo Bassetti, professore di Malattie infettive all’Università di Genova, che rivolge un accorato appello a tutte le famiglie ancora esitanti o scettiche sull’efficacia dei sieri. L’invito è ad «aderire alle campagne vaccinali senza indugi, nella speranza che la morte della bimba serva almeno ad una cosa: convincere lo zoccolo duro dei no-vax a cambiare strada, per il bene dei loro figli».
Pregliasco: «Nessun legame tra vaccini e autismo»
Sulla stessa linea, mentre la vicenda riaccende in Italia il dibattito sui rischi della disinformazione sanitaria, interviene Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università di Milano.
Pregliasco ribadisce quanto sia priva di fondamento la presunta correlazione tra vaccini e autismo: «Si tratta di una bufala basata su uno studio diffuso negli anni ’90 e del tutto confutato dalla comunità scientifica. Purtroppo, ad oggi non si conoscono ancora le cause reali dell’autismo. Il fatto che questo disturbo dello sviluppo neurobiologico tenda a palesarsi nei bambini dopo il primo anno di vita, proprio in coincidenza con l’inizio del ciclo vaccinale obbligatorio, ha spesso alimentato ingiustificati sospetti tra le famiglie. Ma non esiste alcun collegamento scientifico: al contrario, i vaccini salvano la vita, come dimostra anche il caso di Palermo».
L’attacco di Burioni e l’intervento del Codacons
Ancora più duro l’affondo social del virologo Roberto Burioni, che punta il dito contro le dinamiche di autoconvincimento tipiche della comunità no-vax: «Nei loro gruppi continuano a sostenere che la bambina non sia morta di difterite per mancata vaccinazione, ma per un presunto errore medico o altre ragioni. Possono autoconvincersi di ciò che vogliono, ma ai batteri e ai virus non importa nulla delle loro parole: continueranno ad arrivare e a uccidere i bambini non vaccinati. L’unica reale questione su cui discutere è se lo Stato debba intervenire con maggiore decisione per difendere la vita di questi piccoli incolpevoli».
Nel frattempo, la questione istituzionale resta aperta. Sul tema è intervenuto anche il Codacons, invitando le autorità sanitarie a «fornire aggiornamenti puntuali e trasparenti sull’evoluzione del quadro epidemiologico e sulle eventuali misure di sanità pubblica che si intende adottare».
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.