La decisione della Rai di rimuovere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report e di affidare il programma alla coppia formata da Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi ha provocato un vero e proprio terremoto politico e mediatico. Per la ricollocazione del giornalista, fino ad oggi anche vicedirettore ad personam degli Approfondimenti Rai, l’azienda ha proposto tre alternative: il ritorno a RaiNews, l’approdo al Tg3 o un incarico da corrispondente dall’estero.
Le parole di Sigfrido Ranucci e il comunicato dei giornalisti
“Al mio posto -prosegue Ranucci- sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico. Il mio non è un addio, non condurro’ Report ma condurro’ la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti”
“A chi mi chiede come faccio a resistere ai 2800 articoli di fango, alle prediche dei ciarlatani e cortigiani, a chi tradisce e specula, rispondo che la forza la trovo nella mia storia, nell’educazione dei miei genitori e come padre. Una forza che rinnovo nell’incontro con la gente e nel rivedere queste immagini che tutti hanno dimenticato.”
Durissimo l’intervento del suo legale, Roberto De Vita, secondo cui la decisione “condanna la vittima di un attentato, Report e l’indipendenza dell’informazione pubblica”, preannunciando una battaglia in ogni sede a tutela del giornalismo d’inchiesta.
A stretto giro è arrivata anche la presa di posizione della redazione di Report, che ha espresso un netto rifiuto della manovra:
“La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile. È inaccettabile per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report. Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma.”
L’attacco del Movimento 5 Stelle: “Un vero e proprio golpe” Particolarmente dura l’accusa lanciata dall’ex presidente della Commissione di Vigilanza Rai, la senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia, che parla apertamente di un’operazione politica orchestrata dal governo:
“Aver fatto fuori Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report era un obiettivo di questo governo. Non abbiamo nulla contro i giornalisti indicati per la conduzione, ma queste modalità rappresentano un vero e proprio golpe. Non solo si fa fuori quello che fino a prova contraria resta una vittima, ma non c’è stato alcun reale coinvolgimento della redazione. L’Italia ripiomba nei tempi bui dell’editto bulgaro di Berlusconi con quello che possiamo definire ‘Editto Meloni’.”
Floridia ha rincarato la dose additando la maggioranza per la gestione dell’informazione pubblica:
“Ogni azione ha risposto ad una strategia precisa: silenziare la commissione di Vigilanza per due anni, occupare il servizio pubblico in tutti i modi, marginalizzare le poche voci scomode rimaste e accompagnarle alla porta o farle fuori attraverso un’operazione di killeraggio mediatico che non ha precedenti. Si tratta di una macchia nella storia del servizio pubblico. Massima solidarietà alla redazione di Report e vicinanza nei confronti di Sigfrido Ranucci. TeleMeloni ha toccato il fondo più basso del suo servilismo. Da oggi quando la maggioranza verrà a parlarci di ricostituire la commissione di Vigilanza, le nostre barricate saranno ancora più alte. Nessun dialogo con chi ha messo in piedi e portato a termine questa operazione brutale, autoritaria e fascista. A chi dentro la Rai guarda con sgomento quello che sta accadendo diciamo di tenere duro: manca poco e i responsabili di questo sfacelo dovranno fare les valigie.”
Un panorama politico spaccato La vicenda ha riacceso lo scontro tra le forze politiche:
- Opposizioni (M5S e AVS): Si compattano intorno a Ranucci e alla redazione di Report, condannando quello che definiscono come l’ennesimo tentativo di smantellare l’informazione d’inchiesta e la libertà di stampa nel servizio pubblico.
- Centrodestra: La maggioranza rivendica invece la piena autonomia gestionale e aziendale dei vertici di Viale Mazzini, respingendo le accuse di condizionamento politico e richiamando la necessità di riorganizzare i palinsesti e i format della Rai.

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