Con 32 voti favorevoli, l’aula di Palazzo Ferro Fini dà il via libera al provvedimento d’iniziativa popolare. La normativa definisce tempistiche e procedure sanitarie certe, seguendo le linee guida della Consulta.
Il Veneto segna un passaggio storico sul tema del fine vita. Al termine di un acceso dibattito durato due giorni, il Consiglio regionale ha approvato la legge d’iniziativa popolare che regolamenta l’assistenza sanitaria per il suicidio medicalmente assistito. Dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, la regione diventa la quarta in Italia a dotarsi di una simile normativa, ma soprattutto la prima a guida di centrodestra a compiere questo passo.
L’esito della votazione in aula ha registrato 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari. La proposta, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e sostenuta dalle oltre 9.000 firme dei cittadini veneti, era già stata rinviata in Commissione all’inizio del 2024, per poi essere ripresentata, modificata e riproposta per recepire i rilievi emersi dai recenti pronunciamenti della Corte Costituzionale.
Il contenuto e gli obiettivi della norma
La nuova legge regionale non introduce un diritto ex novo — elemento già delineato dalla Consulta con la celebre sentenza “Cappato-Antoniani” —, ma si occupa di definire in modo trasparente e uniforme le procedure e i tempi che il sistema sanitario regionale dovrà garantire ai pazienti affetti da patologie irreversibili e sofferenze insopportabili. Un intervento mirato ad azzerare le lungaggini burocratiche e ad assicurare certezze operative anche al personale medico ed infermieristico.
Il commento delle istituzioni venete
Il presidente della Regione, Luca Zaia, ha accolto con favore l’esito dell’aula, definendo il testo una risposta concreta e un «atto di responsabilità» verso le persone che affrontano sofferenze estreme.
«Oggi il Parlamento dei Veneti ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Non abbiamo creato un nuovo diritto, ma tracciato un percorso chiaro entro i confini indicati dalla Corte Costituzionale, offrendo uno strumento certo anche ai medici e agli operatori sanitari che fino ad oggi si trovavano in una delicata area di confine», ha dichiarato Zaia.
Sulla stessa linea il presidente del Consiglio regionale Alberto Stefani, che ha sottolineato la maturità dell’aula nel sapersi assumere una tale responsabilità e nel saper mediare tra le diverse sensibilità etiche presenti al suo interno.
Le reazioni: l’Associazione Coscioni esulta, la protesta di Pro Vita
Soddisfazione è stata espressa dai vertici dell’Associazione Luca Coscioni: Marco Cappato e Filomena Gallo hanno sottolineato come la legge “Liberi Subito” dimostri di non appartenere a un singolo schieramento politico, bensì di basarsi sui principi costituzionali. L’associazione guarda ora alle altre regioni italiane dove l’iter è ancora in corso o in fase di avvio.
Di segno diametralmente opposto la reazione dell’associazione Pro Vita & Famiglia. Il presidente Antonio Brandi ha parlato di «attacco alla vita» e di tradimento del programma politico da parte del centrodestra veneto, rivolgendo un appello formale al Governo affinché impugni la norma di fronte alla Corte Costituzionale.
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