Londra definisce l’occupazione israeliana “interamente illegale” e accusa le frange estremiste di “pulizia etnica”. In risposta, Tel Aviv annuncia la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme.
Un’inedita spaccatura diplomazia occidentale e Israele segna una svolta nell’assetto del Medio Oriente. Il Regno Unito, insieme a Francia e Canada, ha annunciato un coordinato pacchetto di sanzioni mirate contro gli scambi commerciali legati agli insediamenti israeliani nei Territori palestinesi occupati.
L’accusa di Londra e il nuovo corso britannico
A marcare il cambio di passo è stato il ministro degli Esteri britannico, Ed Miliband, durante un intervento alla Camera dei Comuni. Miliband ha illustrato quello che ha definito un “nuovo approccio” del governo britannico, arrivando a parlare di “terroristi israeliani” impegnati in dinamiche di “pulizia etnica” in Cisgiordania.
Contestualmente, il Regno Unito ha formalizzato la propria posizione dichiarando l’occupazione israeliana della Cisgiordania come del tutto illegale.
Cosa prevede il pacchetto di sanzioni
Le misure concordate da Londra, Parigi e Ottawa colpiscono direttamente l’economia dei territori occupati:
- Blocco dell’import-export: È stato sancito il divieto assoluto di importazione per le merci prodotte nelle colonie.
- Servizi e pubblicità: Viene vietata la fornitura di servizi destinati agli insediamenti e la promozione commerciale o pubblicitaria di beni immobiliari situati nelle aree occupate.
- Stop alle armi e misure ad personam: Introdotti vincoli restrittivi sulle licenze di esportazione di armamenti e materiali che possano contribuire direttamente al mantenimento dell’occupazione, oltre a sanzioni contro i singoli individui accusati di promuovere o compiere violenze contro i civili.
La reazione di Tel Aviv
Immediata e durissima la risposta del governo israeliano. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha annunciato la chiusura imminente del consolato britannico a Gerusalemme, ribadendo che «una Gerusalemme unita è la capitale dello Stato di Israele ed è soggetta alla nostra piena sovranità».
Inoltre, il governo israeliano ha disposto il divieto di ingresso nel Paese nei confronti di dodici parlamentari e funzionari britannici, con l’accusa di condurre attività e iniziative ostili a Israele.
Il dibattito politico in Italia
La vicenda ha riacceso la discussione anche all’interno dello scenario politico italiano. Dalle opposizioni, il deputato del Partito Democratico Arturo Scotto ha sottolineato come diversi Paesi stiano prendendo provvedimenti contro il commercio con i coloni illegali, sollecitando l’esecutivo italiano e il Parlamento a votare la proposta di legge unitaria presentata dai leader dell’opposizione (Pd, Avs e M5S) per applicare misure analoghe.
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