Nuovo sviluppo giudiziario nell’ambito del procedimento sulle stragi mafiose del 1992. Il Giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta, Santi Bologna, si è riservato di decidere in merito alla richiesta avanzata dal boss di Brancaccio, Giuseppe Graviano, che ha espresso la volontà di rilasciare dichiarazioni sui presunti rapporti che sostiene di aver avuto con Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri.
Come riporta l’Ansa, la richiesta è stata inoltrata formalmente dal legale di Graviano, l’avvocato Antonio Sanvito. L’istanza giunge in un momento chiave del percorso giudiziario: la Procura di Caltanissetta ha infatti recentemente chiesto l’archiviazione della posizione di Marcello Dell’Utri, iscritto nel registro degli indagati per concorso nelle stragi del ’92. Nello stesso filone d’inchiesta figurava anche Silvio Berlusconi, la cui posizione è stata archiviata a seguito del suo decesso.
Le posizioni delle parti e il rischio depistaggio
La prospettiva di un’audizione di Giuseppe Graviano ha spaccato i legali coinvolti nel procedimento:
- Contrari all’audizione: La Procura e l’avvocato Fabio Trizzino, legale che assiste la famiglia di Paolo Borsellino, si sono opposti fermamente alla richiesta. Entrambi considerano il boss privo di attendibilità e prospettano il rischio che la sua testimonianza possa tradursi in un ennesimo tentativo di depistaggio delle indagini.
- Favorevoli all’audizione: Di parere opposto l’avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino, che si è espresso a favore dell’ascolto di Graviano.
La precisazione della difesa e i precedenti
In una nota esplicativa, l’avvocato Sanvito ha puntualizzato che l’istanza presentata dal boss “non deve essere letta, né interpretata, come un messaggio occulto, criptato o subliminale che Giuseppe Graviano intende veicolare verso l’esterno attraverso i canali giudiziari”.
Il legale fa riferimento a quanto il boss di Brancaccio aveva già dichiarato e verbalizzato dinanzi alla Corte d’Assise di Reggio Calabria durante l’esame tenutosi nelle udienze del 23 gennaio, 7 e 14 febbraio 2020, nell’ambito del processo “‘Ndrangheta stragista”.
Come ricordato dall’Ansa, Giuseppe Graviano continua a proclamare la propria estraneità agli attentati del 1992 e risulta al contempo indagato a Reggio Calabria per l’ipotesi di reato di calunnia. La decisione finale sulla sua eventuale audizione resta ora nelle mani del Gip di Caltanissetta.

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