Nel giorno in cui si aprono i lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il fronte diplomatico e quello bellico della guerra in Ucraina si incrociano nuovamente. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è giunto negli Stati Uniti con un fitto agenda di incontri, al cui centro spicca il colloquio con Donald Trump, mentre sul campo la tensione resta altissima a causa dei continui raid russi e dei timori per un’escalation invernale.
L’asse diplomatico: l’incontro con Trump e i colloqui d’intelligence
A margine del vertice dell’ONU, l’attenzione è concentrata sul previsto vertice bilaterale tra Zelensky e Donald Trump. Tra i temi caldi del confronto figurano le strategie di mediazione promosse da Washington e le pressioni statunitensi per evitare attacchi ucraini contro le raffinerie e le infrastrutture petrolifere russe. Prima del suo arrivo negli USA, Zelensky ha avuto anche un incontro riservato con il direttore della CIA, John Ratcliffe, avvenuto durante una sosta tecnica all’aeroporto di Shannon, in Irlanda.
Stallo nell’Unione Europea sul nodo sanzioni
Mentre i leader mondiali si riuniscono a New York, a Bruxelles e tra i ministeri degli Esteri europei si consuma uno stallo sul rinnovo e sull’estensione del pacchetto di sanzioni contro Mosca. L’Alta Rappresentante UE per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha ribadito l’importanza fondamentale delle sanzioni per definanziare la macchina bellica del Cremlino. Tuttavia, le discussioni sull’estensione delle misure restrittive a circa 3.000 tra persone ed entità sono frenate da divisioni interne, in particolare sul depennamento da parte di alcuni Paesi membri di oligarchi come Alisher Usmanov e Mikhail Fridman.
Il contesto politico a Mosca e gli attacchi sul campo
In Russia, la Commissione elettorale centrale ha confermato l’ampia vittoria del partito di governo Russia Unita, che ha conquistato 355 seggi su 450 alla Duma di Stato, consolidando ulteriormente il controllo di Vladimir Putin sul parlamento.
Sul terreno, la situazione rimane drammatica: recenti bombardamenti russi hanno provocato vittime e danni alle infrastrutture in diverse città ucraine, tra cui Zaporizhzhia. Secondo analisi di intelligence riportate dai media internazionali, la Russia starebbe riducendo temporaneamente l’uso di missili balistici ad alto raggio per accumulare scorte in vista di una nuova campagna di attacchi mirati contro la rete energetica e termica ucraina con l’arrivo del freddo invernale.
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