Con questo intervento, almeno per il momento, chiudiamo il cerchio sul discorso relativo alla piscina comunale e alla rimodulazione delle relative tariffe.
La Giunta comunale è tornata ad occuparsi della piscina cittadina, approvando la rimodulazione del tariffario. Un atto formale che, nei fatti, mette nero su bianco vistosi rincari a carico dei cittadini che usufruiranno dell’impianto.
Ma c’è un ulteriore elemento tecnico che merita un chiarimento istituzionale da parte della Giunta comunale.
I dati dell’evoluzione tariffaria mostrano un aumento medio complessivo delle tariffe del 34,2%, con picchi di incremento fino al 57%. Se si confronta questo andamento con i parametri macroeconomici ufficiali, emerge un divario significativo: secondo l’indice FOI dell’ISTAT (Prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi), tra agosto 2020 e agosto 2026 l’inflazione cumulata si è attestata attorno al 22,82%.
Sarebbe quindi interessante ed opportuno che la Giunta facesse chiarezza sulla base di calcolo economico-finanziaria utilizzata per determinare la nuova griglia tariffaria. Capire quali componenti di costo abbiano spinto gli aumenti ben oltre il tasso di inflazione reale registrato nel paese permetterebbe ai cittadini di comprendere le reali motivazioni alla base di rincari superiori alla soglia di rivalutazione standard ISTAT.
Se da un lato l’adeguamento dei prezzi viene presentato come un passaggio inevitabile, dall’altro l’impianto complessivo della delibera lascia aperti interrogativi politici e contabili di non poco conto che andrebbero chiesti in aula dai nostri rappresentanti.
Il primo nodo riguarda l’equilibrio economico della concessione. Di fronte a un ritocco verso l’alto delle tariffe pagate dall’utenza, che garantisce un maggior gettito al gestore, ci si sarebbe legittimamente aspettati una parallela e proporzionale rimodulazione del canone di locazione dovuto al Comune. L’adeguamento delle condizioni economiche non può viaggiare a senso unico: se aumenta il ricavo potenziale generato da un bene pubblico, deve adeguarsi anche la controprestazione garantita alle casse comunali. Di questa sincronia e di una dovuta revisione del canone, tuttavia, nel provvedimento non vi è alcuna traccia.
Ancora più nebulosa appare la questione legata ai tempi di consegna e all’effettiva apertura della struttura. L’impianto ha accumulato un ritardo stimabile in circa 90 giorni.
A fronte di questa dilatazione temporale, sorge spontanea la domanda sull’applicazione delle penali di ritardo.
Anche perchè riavvolgendo il nastro allo scorso 28 aprile 2026, era stato proprio un consigliere comunale di maggioranza a rassicurare la cittadinanza via social con parole inequivocabili:
«Il Consiglio comunale ha approvato uno schema di transazione dove tra gli obblighi della società affidataria vi è quello di aprire la piscina il 2 maggio 2026 Nella malaugurata ipotesi slittino di qualche giorno l’apertura dovranno pagare al Comune una penale giornaliera. Quindi il Comune con l’apertura in sé c’entra poco. Ribadisco ad oggi non abbiamo notizie ufficiali di slittamenti, nel caso dovessero comunicarci qualche ritardo il Comune farà valere l’accordo sottoscritto.»
Ricordiamo che il consiglio comunale che approvò l’atto di transazione si tenne il 09/12/2025.
Facendo un calcolo sulla scorta di quella ricostruzione e delle cifre circolate, si parlava di una sanzione di 300 euro al giorno per i 90 giorni di ritardo acumulati, la somma teorica dovuta all’ente ammonterebbe a ben 27.000 euro. Ad onor del vero, la presenza e la cifra esatta di tale clausola risarcitoria negli atti ufficiali reperibili restano difficili da tracciare con certezza. Ma le dichiarazioni degli esponenti di maggioranza e di altri consiglieri avevano delineato un quadro preciso di tutela dell’interesse pubblico.
Oggi, alla luce delle ultime decisioni di Giunta, il quadro resta sospeso tra interrogativi non rinviabili:
- Sul canone di locazione: l’assenza di una revisione nello stesso testo che aumenta le tariffe significa che l’argomento non verrà affatto affrontato, oppure dobbiamo attendere una delibera integrativa?
- Sulle penali: se la sanzione giornaliera esiste ed è stata formalizzata nell’accordo di transazione, per quale motivo il Comune non ne ha ancora contestato o contabilizzato l’importo per i 90 giorni di slittamento? Se invece la penale non esiste, significa che qualcuno a settembre ha diffuso informazioni inesatte alla cittadinanza?
- Orari e giorni di apertura



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