Un’operazione politica e parlamentare che ridisegna gli equilibri in vista delle prossime elezioni politiche.
Sono Manlio Messina e Luca Sbardella i due deputati che transiteranno temporaneamente nella nuova componente di Sud chiama Nord alla Camera dei Deputati, consentendo al movimento del sindaco di Taormina, Cateno De Luca, di costituire formalmente il proprio gruppo parlamentare.
Il patto e il “sacrificio” tecnico
La costituzione della componente a Montecitorio è stata ufficializzata dopo l’invio dei documenti necessari, come annunciato dalla presidente del movimento, Laura Castelli. Per formare il gruppo servivano tre deputati: il partito poteva già contare su Francesco Gallo, eletto nel collegio di Messina, a cui si aggiungono ora Messina e Sbardella.
Per il catanese Manlio Messina — uscito da Fratelli d’Italia circa un anno fa in seguito a divergenze sulla gestione interna del partito in Sicilia ed ex assessore regionale al Turismo — si tratta di un passaggio di transizione: l’obiettivo finale è il rientro ufficiale in FdI, preceduto però da questo “sacrificio” di fine legislatura a supporto di De Luca.
Al suo fianco c’è Luca Sbardella, commissario di FdI nel Lazio e figura molto vicina alla premier Giorgia Meloni. Una presenza che certifica e suggella il patto politico tra la maggioranza e il leader di Sud chiama Nord.
La strategia: allargare i confini della coalizione
L’accordo nasce per rispondere alle esigenze della nuova legge elettorale in arrivo, che con la cosiddetta norma “anti-cespugli” alza notevolmente l’asticella per la raccolta delle firme (portandole a quota 6mila per collegio). Grazie alla nascita del gruppo parlamentare, De Luca potrà beneficiare dello sconto normativo, riducendo l’obbligo a 1.500 firme per collegio ed evitando così le difficoltà burocratiche imposte ai partiti più piccoli.
Dal punto di vista della maggioranza, l’operazione rientra nella strategia di Giorgia Meloni volta ad allargare i confini della coalizione di centrodestra, aprendo ai movimenti civici e agli amministratori locali radicati sul territorio. Sbardella, richiamando la lezione di Pinuccio Tatarella, ha definito l’operazione un «prestito tecnico» che ufficializza l’ingresso di Cateno De Luca nell’orbita della maggioranza governativa.
Reazioni e scenari futuri
L’asse stretto a Roma tra il centrodestra e il sindaco di Taormina ha inevitabilmente rimescolato le carte anche nello scenario politico siciliano. La mossa ha spinto il campo largo dell’opposizione a chiudere le porte a un’eventuale alleanza con De Luca in vista delle regionali, sebbene il leader di Sud chiama Nord continui a rivendicare la propria autonomia strategica e la libertà di movimento all’interno dell’Isola.
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