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“Se attaccati, siamo pronti a combattere già stanotte”: il chiaro avvertimento della Nato

Autore: Redazione Visualizzazioni: 103 Tempo di lettura: 4 Pubblicato il: 13/10/2026
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Dal Warsaw Security Forum, il generale Alexus Grynkewich traccia la linea della deterrenza e presenta la strategia difensiva dell’Alleanza: “Nessuno scambi la nostra natura difensiva per debolezza”.

Contents
Deterrenza e fermezza: “Pronti a combattere già stanotte”La strategia in tre fasi contro le aggressioniSorpresa improbabile e alleanza unita

La Nato alza il livello della guardia e manda un messaggio inequivocabile a eventuali aggressori. Dal palco del Warsaw Security Forum, il comandante Nato in Europa, il generale Alexus Grynkewich, ha ribadito con fermezza la totale prontezza operativa dell’Alleanza atlantica, sottolineando che, sebbene il Patto atlantico non cerchi il conflitto, la risposta a un’eventuale aggressione sarebbe immediata e totale.

Deterrenza e fermezza: “Pronti a combattere già stanotte”

Nel corso del suo intervento, Grynkewich ha voluto sgombrare il campo da qualsiasi equivoco interpretativo sulla postura strategica occidentale, precisando che un conflitto su larga scala non è attualmente né imminente né inevitabile, ma che la preparazione militare resta l’unico vero baluardo per preservare la pace.

“La Nato non cerca la guerra con nessuno” – ha dichiarato l’alto ufficiale – “ma nessuno scambi il fatto che la Nato è un’Alleanza difensiva come una debolezza. Se qualcuno sarà così pazzo da attaccarci, combatteremo. Se dovessimo subire un’offensiva, saremmo pronti a difenderci e a combattere già stanotte”.

Un monito accompagnato dall’impegno a non abbassare la guardia: “Continueremo ad addestrarci ogni singolo giorno, diventando sempre più pronti oggi, domani e nei giorni a venire. Sappiamo come combatteremo se la battaglia dovesse arrivare fino a noi, e sappiamo che vinceremo”.

La strategia in tre fasi contro le aggressioni

Illustrando il quadro strategico dell’Alleanza, Grynkewich ha dettagliato il piano operativo previsto in caso di un attacco militare sul fianco orientale o contro qualsiasi Stato membro, strutturato in tre passaggi chiave:

  1. Bloccare l’attacco sul nascere, neutralizzando il fattore sorpresa e impedendo all’aggressore di raggiungere i propri obiettivi strategici iniziali;
  2. Smorzarne la forza, riducendo la capacità offensiva e logistica delle forze ostili attraverso una risposta coordinata;
  3. Neutralizzare le forze che stanno sferrando l’offensiva, ma “solo se l’attacco non cessa”, rendendo così il costo militare di qualsiasi escalation del tutto insostenibile per il nemico.

Sorpresa improbabile e alleanza unita

Il comandante ha infine rassicurato i Paesi del fronte orientale circa la capacità di monitoraggio dei cieli e del territorio, escludendo che l’Alleanza possa essere colta di sprovvista: l’apparato d’intelligence e di sorveglianza avanzata garantisce i tempi tecnici necessari per individuare minacce imminenti, valutare le intenzioni ostili e dispiegare rapidamente le truppe.

“La stabilità non nasce dalla nostalgia, ma da una deterrenza credibile e dall’unità di trentadue Alleati pronti ad assolvere il nostro compito più sacro: la difesa delle nostre popolazioni e del nostro territorio” ha concluso Grynkewich.

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