Il Mistero delle vie al buio continua a far registrare sempre nuove puntate, ne parliamo da tempo. Ieri sera è stata la volta di c.so Umberto I.
C’è chi una sera sì e l’altra pure guarda le stelle per cercare risposte filosofiche, e chi le guarda semplicemente perché l’illuminazione pubblica del quartiere ha deciso di prendersi un’altra serata di ferie.
Ormai è una routine quasi romantica: sali in macchina, svolti l’angolo della solita via e… click. Sipario. Oscurità. Benvenuti nel buio pesto, dove i pali della luce hanno un ruolo esclusivamente ornamentale, un po’ come le piante finte all’ingresso dei condomini.
Effetto Lucciola o Mistero Esoterico?
Le ipotesi dei residenti si sprecano:
- Ipotesi Ecologica: L’amministrazione ci tiene alla nostra salute visiva e vuole farci riscoprire l’antica arte dell’orientamento tramite l’ecolocalizzazione come i pipistrelli.
- Ipotesi Romantica: L’assessorato sta segretamente promuovendo una perenne cena a lume di candela a cielo aperto, ideale per creare atmosfera (o per inciampare rovinosamente sul primo marciapiede sconnesso).
- Ipotesi Paranormale: I pali della luce sono collegati direttamente all’umore volubile di qualche entità soprannaturale che tira una leva a caso ogni 24 ore.
Un appello al nostro caro assessore
Caro assessore i residenti non chiedono la luna, anche perché quella, per fortuna, l’ha accesa qualcun altro e non dipende dalle manutenzioni comunali.
Chiediamo solo un piccolo gesto di trasparenza. Se proprio il blackout a giorni alterni fa parte di una complessa strategia quantistica, ci pubblichi almeno un calendario ufficiale.
Un prospetto chiaro e stampabile ci cambierebbe la vita:
- Lunedì: Via tal dei tali ILLUMINATA (approfittarne per ritirare la posta e guardare dove si mettono i piedi).
- Martedì: Via tal dei tali AL BUIO (consigliate torce da minatore, visori notturni o cani guida con catarifrangenti).
I cittadini le sarebbero eternamente grati. Almeno potremmo programmare quando uscire a portar fuori il cane senza rischiare di scambiare un gatto randagio o un topo per il proprio barboncino.
Nel frattempo, caro assessore, se una di queste sere dovesse veder brillare tante piccole fiammelle muoversi nel quartiere, non si spaventi: non è una processione medievale, sono i residenti del quartiere con la torcia dello smartphone spianata a caccia del buco della serratura di casa. Ad Maiora
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