Dure criticità sulla SP42 dopo il maltempo: l’intervento decisivo della Protezione Civile comunale colma i ritardi e l’assenza della Provincia.
MARIANOPOLI – L’ennesimo episodio di forte maltempo torna a mettere a nudo la fragilità e l’isolamento del territorio del Vallone. A seguito della violentissima bomba d’acqua che nelle ultime ore ha colpito Marianopoli e le aree limitrofe, le criticità viarie della zona sono riemerse con forza, sfociando in una situazione di emergenza gestita tra ritardi burocratici e l’intervento tempestivo dei volontari locali.
L’episodio e il paradosso sulla SP42
I disagi principali si sono concentrati lungo la Strada Provinciale 42, nel tratto che collega il bivio di Chibbò a Portella. La strada, resa svagabile e pericolosa da fango e detriti, era stata formalmente chiusa dal primo cittadino in accordo con il referente della Provincia.
Ciononostante, nella mattinata un autotrasportatore – con ogni probabilità ignaro del divieto – s’è incanalato lungo il tragitto, rimanendo inevitabilmente bloccato tra sassi e melma.
Ritardi istituzionali e l’intervento decisivo della Protezione Civile
Segnalata la situazione di emergenza intorno alle 9:40 per liberare il camionista e mettere in sicurezza il tratto, dalle strutture provinciali sono giunte solo rassicurazioni circa la ricerca di una ditta esterna incaricata dell’intervento. Tuttavia, con il passare delle ore e l’assenza di riscontri operativi, a risolvere la situazione sono stati gli operatori della Protezione Civile di Marianopoli.
I volontari locali si sono messi tempestivamente al lavoro, pulendo la carreggiata per quanto possibile con i mezzi a disposizione e riuscendo a disincagliare il pesante mezzo di trasporto. Dalla Provincia, denunciano dal Comune, l’unico atto concreto è stato il successivo posizionamento della segnaletica di divieto di transito.
Le parole del Sindaco
“La verità è che siamo un territorio abbandonato da tutti. Non penso che tutto ciò sia dignitoso per i cittadini di questo martoriato Vallone. Bisogna alzare la voce e bisogna farlo adesso: ora basta! Sono veramente stanco di tutto questo.”
Un territorio che chiede dignità
L’episodio riapre con durezza il dibattito sulla manutenzione delle arterie viarie secondarie e sui tempi di risposta dei servizi di emergenza sovracomunali. La rabbia delle istituzioni locali rispecchia il sentimento di una comunità che si sente abbandonata a se stessa di fronte all’incuria e al dissesto idrogeologico, costretta a fare affidamento quasi esclusivamente sulle proprie forze d’emergenza comunali.
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