La Lista studentesca trionfa alle elezioni parlamentari anticipate con circa il 52% dei voti e conquista la maggioranza in Parlamento. Festeggiamenti in piazza a Belgrado, mentre l’Unione Europea saluta l’esito del voto come “un nuovo capitolo” per il Paese.
Una svolta storica in Serbia. Il presidente uscente Aleksandar Vucic ha ammesso apertamente la sconfitta elettorale, chiudendo la competizione delle elezioni parlamentari anticipate. Con un volto visibilmente provato e commosso, Vucic ha dichiarato: «Abbiamo perso le elezioni», annunciando che il suo partito, “Serbia Unita”, continuerà la propria battaglia politica dai banchi dell’opposizione.
I numeri dello scrutinio e l’esito del voto
Secondo le proiezioni diffuse dall’emittente pubblica Rts e dai primi dati basati sugli scrutini, la Lista studentesca (Studentska Lista) si è imposta nettamente ottenendo circa il 52% dei consensi.
Un risultato che si traduce in una solida maggioranza all’interno del Parlamento serbo, composto da 250 seggi:
- Lista studentesca: tra i 135 e i 140 seggi (superando agevolmente la soglia della maggioranza fissata a 126).
- “Serbia Unita” (Vucic): tra i 100 e i 105 seggi (circa il 39,3% dei voti).
Nessun’altra coalizione maggiore è riuscita a superare la soglia di sbarramento del 3%, fatta eccezione per le formazioni minori in rappresentanza delle minoranze etniche.
La reazione degli studenti e le priorità del nuovo corso
Alla notizia della resa di Vucic, la sede elettorale e le strade del centro di Belgrado – così come diverse altre città della Serbia – sono esplose in un clima di grande entusiasmo. Sostenitori e cittadini sono scesi in piazza scandendo slogan di vittoria come “Vittoria! Avanti, avanti!”, coronando mesi di proteste e mobilitazioni giovanili.
Il candidato della Lista studentesca, Jovo Bakic, ha commentato con sorpresa e soddisfazione l’epilogo del voto: «Non mi aspettavo che Vucic ammettesse la sconfitta così, ma sapevo che stavamo vincendo». Bakic ha inoltre delineato le priorità immediate della nuova fase politica, ponendo al primo posto il contrasto deciso alla criminalità organizzata che affligge il Paese.
L’apertura dell’Unione Europea
Il cambio di passo in Serbia viene accolto con favore anche a Bruxelles. La commissaria europea all’Allargamento, Marta Kos, si è congratulata con il movimento studentesco sottolineando il significato democratico del voto:
«Dopo quasi due anni di proteste a favore della democrazia, dello Stato di diritto e della lotta alla corruzione, i serbi si sono recati alle urne in numero record. Per la Serbia può iniziare un nuovo capitolo. La porta dell’Ue è aperta e siamo pronti ad andare avanti insieme».
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