PALERMO, 29/10/2026. Altro che azzeramento: le liste d’attesa in Sicilia sarebbero addirittura peggiorate, nonostante una pioggia di soldi investiti. Ma allora a che sono serviti tutti i soldi stanziati di recente? E a che serviranno gli ulteriori tre milioni stanziati con la recente variazione di bilancio? L’assessore Caruso venga a riferire in commissione».
Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca, a commento del rapporto della fondazione Gimbe secondo il quale in Sicilia l’andamento delle liste d’attesa sarebbe peggiorato rispetto al passato.
«È proprio vero che, come affermava Seneca – dice De Luca –, non esiste buon vento per il marinaio che non sa dove andare. E la Regione in questo ambito sembra navigare senza bussola: spende tanto, ma senza ottenere risultati concreti. Negli ultimi anni il governo regionale ha dichiarato di aver varato piani straordinari, stanziato risorse, potenziato il SovraCUP e previsto nuovi strumenti di monitoraggio. Peccato che non abbia chiarito l’unica cosa che interessa davvero ai siciliani: se e quanto siano stati accorciati i tempi per ottenere una visita o un esame. Di certo, le notizie che arrivano da un capo all’altro della Sicilia sono tutt’altro che incoraggianti e questa analisi del Gimbe conferma il nostro sospetto: le persone continuano ad aspettare molto, cosa che spesso le costringe a rivolgersi al privato, pagando di tasca propria, sempre se possono permetterselo. Ora basta, Caruso venga in commissione e produca rapporti puntuali e dettagliati, divisi per provincia, azienda ospedaliera e prestazione. I siciliani hanno il diritto di sapere».
Per chiedere ragguagli alla Regione su questi aspetti, De Luca ha pure depositato tempo fa un’interrogazione rimasta senza risposta.
«Chiedevamo – dice il capogruppo del Movimento 5 Stelle – quali sono oggi i tempi medi di attesa per le prestazioni specialistiche, provincia per provincia, e come sono cambiati questi tempi a partire dall’adozione dei primi piani per abbattere le liste d’attesa. Vogliamo i numeri e i tempi di attesa reali, non l’elenco delle attività svolte, che il governo ha pure enfatizzato nel Defr, il documento di economia e finanza regionale. È assurdo che dopo centinaia di milioni di euro, piani straordinari e nuovi sistemi di monitoraggio non siamo ancora in grado di dire ai siciliani quanto devono aspettare per fare un esame o una visita».
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.