La scadenza dei contratti legati al piano «Scuola connessa» sta provocando disservizi a catena negli istituti scolastici italiani, ponendo a rischio sia le attività didattiche sia la normale operatività amministrativa.
L’episodio simbolo di questa criticità arriva proprio dalla Sicilia, dove il plesso “Filippo Cordova” di Caltanissetta si è ritrovato improvvisamente senza connessione alla rete. Un caso definito come un vero e proprio “campanello d’allarme” dal senatore del Movimento 5 Stelle Pietro Lorefice, che ha deciso di depositare un’interrogazione parlamentare diretta al Ministro dell’Istruzione e del Merito.
La situazione a Caltanissetta e le richieste al Governo
L’interruzione della linea internet nel plesso nisseno evidenzia il rischio che la conclusione dei termini contrattuali dei programmi nazionali lasci scoperte numerose scuole lungo tutta la Penisola.
Attraverso l’atto ispettivo, il parlamentare pentastellato ha avanzato tre richieste precise al Ministero:
- Ripristino del servizio: l’immediato intervento per restituire l’accesso a Internet alla scuola “Filippo Cordova” di Caltanissetta e a tutte le strutture danneggiate dal blocco.
- Ricognizione su scala nazionale: una mappatura completa dello stato dei contratti per monitorare la situazione nelle diverse regioni e prevenire ulteriori distacchi.
- Garanzia della continuità: l’adozione di misure stabili per evitare che la copertura di rete sia soggetta a interruzioni o ritardi burocratici.
«La continuità va garantita per un servizio ormai essenziale sia per la didattica che per l’organizzazione amministrativa, senza scaricare i costi su scuole ed enti locali», sottolinea Lorefice.
Il valore della connettività per la comunità scolastica
Oggi la connessione di rete è una risorsa indispensabile per la scuola pubblica: dall’aggiornamento dei registri elettronici ai contatti con le famiglie, fino alla gestione delle lavagne interattive (LIM) e dei laboratori didattici. L’obiettivo dell’iniziativa parlamentare è garantire che l’accesso alla rete resti a carico dello Stato, evitando che l’onere finanziario della gestione o dei rinnovi vada a gravar sui bilanci già ristretti dei singoli istituti o dei Comuni locali.
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