È un momento in cui c’è solo da essere contenti nel vedere che, dopo tante parole, finalmente si concretizza qualcosa di tangibile per il nostro territorio.
L’ordine del giorno unanime del Consiglio comunale, che abbiamo letto e riletto, apre infatti ufficialmente la partita per il quarto Policlinico, trasformando le speranze della Sicilia centrale in un atto politico formale e condiviso che adesso merita di essere seguito passo dopo passo.
Un fronte unico, solido e compatto per un obiettivo da sempre considerato strategico per l’intero territorio: trasformare l’Ospedale Sant’Elia nel quarto Policlinico universitario della Sicilia. Il Consiglio Comunale di Caltanissetta ha approvato ieri all’unanimità un ordine del giorno, promosso e firmato da tutti i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, per dare impulso immediato all’iter istituzionale previsto dall’articolo 41 della legge regionale n. 2/2023.
L’iniziativa risponde alla storica necessità di rafforzare l’offerta sanitaria di alta specializzazione e la formazione accademica nella Sicilia centrale (un bacino che abbraccia le province di Caltanissetta, Enna e Agrigento). L’idea centrale è quella di integrare le eccellenze del territorio: la struttura del Sant’Elia (presidio DEA di II livello), le competenze avanzate e di formazione manageriale del CEFPAS, il Consorzio Universitario locale e una sinergia didattico-scientifica che veda coinvolte sia l’Università degli Studi di Palermo sia l’Università Kore di Enna, sebbene quest’ultima rappresenti una variabile delicata, poiché richiederà un attento bilanciamento di poteri per evitare fughe in avanti o competizioni territoriali che frammentino il fronte del Centro Sicilia.
L’impegno richiesto al Sindaco e alla Giunta
L’ordine del giorno votato dall’aula non si limita però a un puro indirizzo teorico, ma affida all’Esecutivo cittadino un preciso ruolo di regia, stimolo e pressione istituzionale:
- Interlocuzione con la Regione: Rappresentare ufficialmente e con fermezza la volontà della città al Presidente della Regione Siciliana e agli Assessori regionali per la Salute e per l’Istruzione, richiedendo l’attivazione formale delle procedure previste dalla legge.
- Tavolo istituzionale e Studio di fattibilità: Sollecitare l’istituzione di un tavolo tecnico-scientifico in Regione e richiedere uno studio di fattibilità trasparente che analizzi i costi di avvio e gestione, l’impatto sulla rete ospedaliera, il fabbisogno di personale e le relative coperture finanziarie.
- Difesa ed equilibri del Sant’Elia: Tutelare la qualificazione dell’Ospedale Sant’Elia come DEA di II livello e richiedere risorse straordinarie, già a partire dalla prossima legge finanziaria regionale, per potenziarne reparti, dotazioni tecnologiche all’avanguardia (evitando il rischio di un contenitore privo delle grandi attrezzature della medicina di precisione) e organico.
Il meccanismo di controllo: report ogni 3 mesi
Per evitare che il documento finisca archiviato nei cassetti come un semplice proclama, l’atto consiliare introduce una clausola di controllo politica e procedurale: la Giunta comunale si impegna a riferire all’aula almeno ogni tre mesi (e in occasione di ogni atto o novità rilevante) sullo stato delle trattative, sui tavoli avviati e sulle decisioni adottate dalla Regione e dagli altri enti coinvolti.
ANALISI CRITICA: Tra opportunità, criticità e ostacoli reali
Sebbene l’iniziativa poggi su presupposti normativi esistenti e su un chiaro consenso politico locale, il percorso operativo presenta elementi di forza, ma anche forti elementi di rischio:
I punti di forza (Aspetti Positivi)
- Stop alla mobilità sanitaria passiva e inversione dei flussi: L’attivazione del polo sanitario universitario permetterebbe non solo di ridurre i “viaggi della speranza” dei pazienti del Centro Sicilia, ma di ambire a un’attrattività extra-provinciale capace di trasformare i costi sanitari in ricavi per il bilancio regionale.
- Attrazione di competenze e ricerca: L’integrazione tra didattica, ricerca clinica e il “braccio operativo” del CEFPAS valorizzerebbe il patrimonio esistente, creando nuove opportunità per i giovani professionisti.
- Compattezza politica trasversale: Il voto all’unanimità conferisce all’amministrazione comunale una forte legittimazione politico-istituzionale da far valere nei confronti del governo regionale.
Le criticità e i rischi
- Rischio sovrapposizioni nella rete ospedaliera: L’inserimento di una nuova Azienda Ospedaliero-Universitaria deve essere integrato con estrema cautela nella rete sanitaria regionale per evitare duplicazioni o squilibri nell’offerta esistente.
- La complessa convivenza tra atenei: Mettere d’accordo e distribuire compiti assistenziali e didattici tra l’Università di Palermo e la crescente ambizione accademica della Kore di Enna rappresenta un terreno politico e burocratico estremamente delicato.
- Dipendenza dal livello regionale: Il Comune di Caltanissetta ha un potere esclusivamente d’indirizzo e impulso, mentre l’effettiva decisione politica, l’allocazione delle risorse e la gestione dei tempi restano in mano agli organi regionali e ministeriali.
Cosa sarà difficile mettere in pratica?
- La sostenibilità economico-finanziaria: Garantire la copertura finanziaria necessaria (soprattutto in termini di assunzione di personale e acquisto di tecnologie di ultima generazione) all’interno del bilancio regionale è l’ostacolo più complesso.
- Continuità delle relazioni trimestrali: La lentezza tipica della burocrazia rischia di scontrarsi con l’obbligo di report trimestrali in aula, col pericolo di produrre aggiornamenti meramente formali o privi di sviluppi concreti.
- Conversione della struttura: Trasformare un presidio ospedaliero tradizionale in Azienda Ospedaliero-Universitaria mantenendo inalterata ed efficiente l’operatività del pronto soccorso e dei reparti di emergenza-urgenza richiederà un piano organizzativo impeccabile.
Conclusione: Palazzo del Carmine fa da “VAR”, la palla passa alle sedi decisionali
In definitiva, dopo anni di discussioni sterili senza approdare a nulla di concreto e con il timore latente che la vicina Enna possa fare da sola, portandosi a casa il tanto agognato policlinico (si spera di no), l’umore della cittadinanza resta misto a cautela.
I nisseni, scottati in passato da troppi proclami e annunci che davano il policlinico a Caltanissetta come cosa ormai fatta, questa volta non intendono abbassare la guardia. Vigileranno anche sull’attuale deputazione regionale attuale e su chiunque scenderà in campo prossimamente, con molta attenzione e, se qualcosa dovesse andare storto rispetto agli impegni presi, sapranno farsi sentire per richiamare la politica a quel voto unanime in Consiglio che ha riempito di grande soddisfazione il Sindaco.
Da questo momento in poi Palazzo del Carmine diventa il VAR (proprio come nel calcio: controllo, monitoraggio e richiamo), mentre la palla passa alle sedi regionali e universitarie, dove ci si augura che si inizi finalmente a lavorare alacremente e non si lascino passare altri anni di immobilismo come è successo in passato. Ad Maiora
L’rdine del giorno
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