Fioccano le reazioni dell’opposizione: “Ora si mettano il cuore in pace”
Impugnato il disegno di legge perché non rientra nelle competenze della Sicilia e viola la Costituzione.
Un copione già recitato. La fuga in avanti della Regione sulle ex Province e il puntuale altolà del governo nazionale che impugna l’ipotesi di riforma per violazione della Costituzione.
Il capogruppo del M5S all’Ars, Antonio De Luca, ricorda: «Lo avevamo detto in tutti i modi, in tutte le salse e in tutte le sedi: sulle Province, per il governo Schifani sarebbe arrivata da Roma una sonora bocciatura, cosa che puntualmente si è verificata.
L’impugnativa romana del rinvio delle elezioni di secondo livello è la conseguenza dell’arroganza del governo Schifani, che è rimasto sordo non solo ai nostri avvertimenti, ma perfino ai dettami della Corte Costituzionale che ha chiaramente indicato le elezioni di secondo livello come unica via percorribile con la Delrio ancora in piedi».
E ora? «Speriamo che Schifani e a sua maggioranza – osserva De Luca – si mettano il cuore in pace, mettano da parte la loro voglia di distribuire nuove poltrone e accantonino il disegno di legge sulla reintroduzione diretta delle Province, attualmente in Prima commissione, smettendola di prendere in giro i siciliani e il Parlamento ».
Sulla stesa scia Giancarlo Garozzo, ex sindaco di Siracusa e componente esecutivo Italia Viva
Sicilia: «La notizia, ovvia, dell’impugnativa da parte del Consiglio dei ministri del provvedimento
del governo Schifani che prevedeva l’elezione dei presidenti e dei consigli, dei liberi consorzi comunali, e delle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, viola chiaramente ed evidentemente più punti della legge statale. Il governo dello stesso colore politico si è così visto costretto, rasentando il ridicolo, a dare al nostro “amato” presidente della regione, per l’ennesima volta, dell’analfabeta istituzionale.
Indegno e inqualificabile il balletto istituzionale al quale stanno costringendo le istituzioni siciliane.
Voglio ricordare che la legge Delrio in Sicilia non ha mai trovato alcuna applicazione, perché i vari governi di centrodestra che si sono succeduti, hanno sempre ritenuto più ’comodò assoggettare
le province a singoli individui, commissari di nomina fiduciaria del governo regionale», conclude.
Bordate arrivano anche dal Pd: «In aula – sottolinea il deputato all’Ars Nello Dipasquale – avevo
già detto che tutto questo non sarebbe mai avvenuto ed era una farsa, ma il governo, in maniera arrogante, è andato avanti senza sosta.
Ricordo bene – continua il deputato – che dissi che ad aprile non si sarebbe votato sarebbero stati degli imbroglioni, in caso contrario sarei stato io il bugiardo, mi pare che i fatti mi stiano dando
ragione.
Adesso tutto il centrodestra si metta il cuore in pace visto che vanno rispettate le leggi, in questo caso la legge Delrio che prevede che a votare siano i sindaci e i consiglieri in carica dei comuni
che fanno parte dell’ente di area vasta.
Ora basta con i commissari alla guida delle province, la Corte Costituzionale ha detto più volte
che non possono guidare loro le province, non si può andare avanti così.
Purtroppo per loro non sarà possibile distribuire poltrone a piacimento», conclude Dipasquale.

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