Un leggerissimo sospetto: per Meloni è meglio fare un po’ di vittimismo su Pucci che assumersi la responsabilità dei propri disastri
La censura non è mai un buon servizio alla democrazia. Di peggio c’è, forse, solo la doppia morale di chi la condanna oggi, ma non la disdegnava ieri. “Dipende da cosa va a fare… Se Rula Jebreal, che oltre tutto è una donna bellissima, va lì a presentare il Festival, cioè va lì a dire ‘di Oxa e Leali, Ti lascerò, suona l’orchestra…’, io non ho nulla da dire. Cosa diversa è che Rula Jebreal, che è una persona politicamente impegnata, a spese dei contribuenti e super pagata vada a fare un monologo senza contraddittorio di mezz’ora dentro al Festival di Sanremo…”.
Correva l’anno 2020 e così si esprimeva, ospite di Massimo Giletti, l’attuale premier Giorgia Meloni, sul monologo contro il femminicidio – manco fosse un comizio pro Stalin – che poi la giornalista tenne comunque sul palco dell’Ariston. Ma oggi che siede sulla poltrona di Palazzo Chigi, è la stessa Meloni ad indignarsi per la decisione del comico Andrea Pucci di rinunciare alla co-conduzione della terza serata del Festival dopo le accuse di sessismo e omofobia ricevute. “Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui”, ha detto ieri la premier, esprimendo solidarietà a Pucci.
Ma la cosa che, nel 2026, dovrebbe far riflettere di più è una premier che si occupa del palinsesto di Sanremo, la trasmissione di punta della Rai da cui dipende il grosso degli introiti pubblicitari dell’anno e del quale dovrebbe occuparsi esclusivamente il management (e poi si lamentano se la chiamano TeleMeloni). Un’invasione di campo nel giorno in cui apprendiamo che, in un solo anno, 429 aziende italiane, tra fusioni e acquisizioni, sono passate in mani straniere; le imprese in liquidazione giudiziale sono cresciute di oltre il 30% rispetto al 2022; la cassa integrazione ha registrato una vera e propria impennata mentre nel nostro Paese l’energia costa il 30% in più rispetto alla media Ue.
Ecco, scorrendo questi dati ci assale un leggerissimo sospetto: meglio fare un po’ di vittimismo su Pucci che assumersi la responsabilità dei propri disastri.
P.S.: a proposito di disastri, Meloni non ha nulla da dire sulla slavina olimpica che ha travolto il direttore di RaiSport?
Fonte lanotiziagiornale.it di Antonio Pitoni
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