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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > La Toscana è la prima regione con una legge sul suicidio assistito
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La Toscana è la prima regione con una legge sul suicidio assistito

Autore: Redazione Visualizzazioni: 265 Tempo di lettura: 4 Pubblicato il: 12/02/2025
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Approvata la proposta dell’ Associazione Coscioni. La norma attua le sentenze della Consulta su suicidio assistito dettando tempi certi

La Toscana è la prima Regione ad avere una legge di iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito. Il Consiglio regionale ha approvato la norma sul fine vita che attua, dopo la raccolta di 10.000 firme promossa dall’associazione Luca Coscioni e alcune modifiche volute dalla maggioranza, la sentenza della Corte Costituzionale del 2019. Il testo è stato approvato con 27 voti a favore dei consiglieri Pd, Italia Viva e Cinque Stelle. 13 i voti contrari del centrodestra, nessun astenuto e un solo consigliere non si è espresso.

“Quando vi sono state richieste di pazienti, sono intervenuti i direttori generali delle tre Aziende sanitarie, ognuno con modalità diverse. Adesso – ha detto il presidente della commissione Sanità, Enrico Sostegni (Pd) ricordando che le Regioni hanno una potestà legislativa concorrente sulla materia della salute – stabiliamo una procedura omogenea su tutta la regione, garantendo un’assistenza sanitaria uniforme”.

La legge fissa in 20 giorni (entro cui il Comitato per l’etica nella clinica ha sette giorni per esprime il proprio parere) il tempo utile massimo per stabilire se ci siano o meno i requisiti per l’accesso al suicidio assistito secondo i requisiti fissati dalla sentenza della Consulta: “una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente”.

Ad esito positivo, entro altri 10 giorni verranno definite le modalità con cui si concretizzerà il suicidio assistito, come la scelta del farmaco. Passati questi 30 giorni complessivi (e massimi) la norma garantisce, entro sette giorni e con il supporto del sistema sanitario regionale, la procedura.

“Chiediamo al Governo di impugnare immediatamente la legge toscana con un ricorso in Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato”, così commenta Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, da sempre contrari suicidio medicalmente assistito.

La Corte Costituzionale ha sollecitato un intervento legislativo del Parlamento in materia, tutt’ora assente, e alla fine tramite due sentenze (una del 2019 e una seconda più recente, la 135 del 2024) ha fatto un intervento di tipo manipolativo additivo, per cui sono stati enucleati i requisiti in possesso dei quali si può procedere al suicidio medicalmente assistito. Attualmente quindi in Italia quando i malati si sono rivolti ai tribunali il procedimento è stato autorizzato in virtù delle sentenze della Corte Costituzionale, e le singole Aziende sanitarie, che hanno l’obbligo di ottemperare, si sono mosse in autonomia.

“È una legge di civiltà perche’ impedisce il ripetersi di casi – da ultimo quello di Gloria, proprio in Toscana – di persone che hanno dovuto attendere una risposta per mesi, o addirittura per anni, in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile”, ha sottolineato Filomena Gallo, avvocata e segretaria dell’Associazione Luca Coscioni.

Fonte Rainews.it

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