Il sottosegretario Andrea Delmastro condannato a otto mesi per il caso Cospito. Ma lui tira dritto: “Non mi dimetto”
Il sottosegretario Andrea Delmastro delle Vedove è stato condannato a 8 mesi di reclusione per il reato di rivelazione del segreto d’ufficio, in relazione al caso dell’anarchico Alfredo Cospito. La sentenza è stata emessa dai giudici dell’VIII sezione del Tribunale penale di Roma. Con la condanna ad 8 mesi di reclusione per il sottosegretario Andrea Delmastro i giudici dell’VIII sezione del tribunale della Capitale hanno concesso le attenuanti generiche, interdizione dei pubblici uffici per la durata di un anno, beneficio della sospensione e non menzione nel casellario giudiziario. Respinta la richiesta di risarcimento. Nel procedimento sono parte civile i parlamentari del Pd Andrea Orlando, Silvio Lai, Debora Serracchiani e Walter Verini.
Delmastro condannato a 8 mesi ma non si dimette
Nonostante la condanna, il sottosegretario ha immediatamente fatto sapere che non ha alcuna intenzione di dimettersi: “Spero ci sia un giudice a Berlino ma non mi dimetto”, ha commentato subito dopo la sentenza l’esponente di Fratelli d’Italia. Sulla condanna è intervenuto il parlamentare di Avs, Nicola Fratoianni, che ha ricordato come questa mattina RaiNews24 avesse scritto di assoluzione per il sottosegretario quando invece era arrivata solamente la richiesta del pm di archiviazione. Fratoianni commenta: “In attesa che il sottosegretario Delmastro si dimetta dal suo incarico dopo la condanna a 8 mesi, il gesto delle dimissioni lo può fare il direttore di RaiNews dopo il titolo di oggi”.
La richiesta di dimissioni per Delmastro arriva anche dal Pd, con i quattro parlamentari che sono parte civile nel procedimento: “La condanna del sottosegretario Delmastro conferma in sede penale, dove siamo stati ammessi come parte civile, le valutazioni politiche già espresse nei confronti di un esponente di spicco del partito di Giorgia Meloni che, evidentemente, si è reso parte attiva di comportamenti gravi e lesivi dell’onorabilità del ruolo ricoperto, utilizzando informazioni riservate per colpire gli avversari politici. Si tratta di un duro colpo per l’ex avvocato di fiducia della Premier Meloni e responsabile giustizia del suo partito, prima di andare a ricoprire l’attuale incarico a via Arenula che sta svolgendo in maniera poco onorevole e poco disciplinata. È evidente che tra le conseguenze del lesivo comportamento di Delmastro ci sia stato anche un grave danno per i sottoscritti, accostati in maniera impropria e calunniosa ai mafiosi da parte di chi, il coordinatore del partito della Meloni, Donzelli, ha ricevuto informazioni riservate per poterle usare come una clava contro esponenti dell’opposizione”.
Da LANOTIZIAGIORNALE.IT

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