L’Unione europea ignora le proteste e tira dritto sul riarmo: si valuta un meccanismo ad hoc per accelerare la corsa agli armamenti
Da un lato, la società civile manifesta dubbi sulla politica di riarmo dei Paesi Ue, che rischia di erodere il welfare; dall’altro, l’Unione europea tira dritto e valuta nuovi strumenti per potenziare le proprie capacità belliche. L’ultima proposta, che sarà messa sul tavolo dell’Ecofin in programma a Varsavia nel fine settimana, è quella di creare un meccanismo ad hoc per accelerare – sulla base di progetti comuni – il riarmo europeo.
L’ipotesi, secondo quanto trapela, è contenuta nella lettera di invito della presidenza polacca per la riunione dei ministri delle Finanze dei Ventisette. Riunione che vedrà, in ogni caso, come primo tema chiave gli “effetti macroeconomici” dei disastrosi dazi americani, che da giorni mandano in rosso le borse europee e internazionali.
L’Unione europea ignora le proteste e tira dritto sul riarmo: si valuta un meccanismo ad hoc per accelerare la corsa agli armamenti
Dopo questo punto, all’ordine del giorno ci sarà anche il dossier sui finanziamenti alla difesa. In merito, la Polonia ha incaricato nei giorni scorsi il think tank Bruegel di elaborare alcune proposte. Una di queste è la “creazione di una nuova istituzione intergovernativa” da impiegare non solo per centralizzare l’acquisto di armamenti, ma anche per possedere direttamente equipaggiamenti militari.
E, secondo Politico, ci sarebbe già un nome: European Defence Mechanism. Il modello si ispirerebbe al fondo per i volenterosi proposto da Francia e Germania per il sostegno a Kiev. Alla riunione dell’Ecofin parteciperanno anche i rappresentanti di Gran Bretagna, Norvegia e Svizzera.
Fonte bLANOTIZIAGIORNALE.IT di Nicola Scuderi

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