Momenti di grande emozione nella chiesa San Marco dove Paolo Fresu ha suonato con la tromba ‘L’appuntamentò e qualche nota di ‘Senza fine».
Vanoni aveva detto in un’intervista che le sarebbe piaciuto che Fresu suonasse al suo funerale. Fresu è arrivato lentamente dal fondo della navata e piano piano si è avvicinato alla bara sulla quale ha posato la mano per un’ultima carezza.
Nella sua omelia, don Luigi Garbini ha sottolineato che Ornella Vanoni «è andata più volte in pezzi nella sua vita» e ha parlato della sua depressione. «La fragilità è garanzia di creazione», ha spiegato il prete che ha evidenziato anche il valore artistico di Vanoni. «Impossibile scindere la sua storia personale da quella culturale del paese, Ornella Vanoni è stata posseduta dalla musica».
Sulle note di ‘Ma mì, la canzone in dialetto milanese scritta da Giorgio Strehler, la bara di Ornella Vanoni ha lasciato la chiesa tra gli applausi. La canzone venne portata al successo e cantata da Vanoni coi detenuti quando visitò il carcere di San Vittore nel 2019 e racconta di un partigiano che sopportò quaranta giorni di interrogatorio pur di non tradire i compagni.
Fonte gazzettadelsud.it
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
