“Abbiamo sempre fatto tutto in buona fede, nessuno di noi ha lucrato”, ha detto l’influencer presente all’udienza di questa mattina
Un anno e 8 mesi. È questa la richiesta di condanna formulata dai pm Christian Barilli e dall’aggiunto Eugenio Fusco per Chiara Ferragni, nell’ambito del processo che la vede imputata, insieme ad altre due persone, per truffa aggravata (dall’uso del mezzo informatico) in riferimento alla storia dell’ormai celebre Pandoro Gate e a quella successiva delle uova di Pasqua.
Il primo caso riguarda la vendita dei pandori Pink Christmas di marca Balocco e il secondo le uova di Dolci Preziosi. In entrambi i casi, il nome di Ferragni campeggiava sulle confezioni, associato a una campagna di beneficenza che – secondo l’accusa – sarebbe stata veicolata con una presunta pubblicità ingannevole.
Questa mattina, si è svolta una nuova udienza con la requisitoria dei pm. L’influencer era arrivata con mezz’ora di anticipo in Tribunale per evitare la ressa della stampa. Poi, come riferisce Repubblica, la 38enne ha comunque rilasciato dichiarazioni spontanee: “Abbiamo sempre fatto tutto in buona fede, nessuno di noi ha lucrato”.
ALTRI DUE IMPUTATI
Imputati insieme a Ferragni sono Fabio Maria Damato, ex manager e braccio destro dell’influencer, per cui la procura chiede la stessa condanna, e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia, per cui è stato chiesto un anno. Tutti hanno scelto il rito abbreviato che impone una riduzione della pena in caso di condanna. Il prossimo appuntamento in Aula – con l’arringa della difesa – è previsto dicembre. A gennaio arriverà la sentenza.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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