Lo afferma l’Unctad, l’agenzia delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo, in un rapporto che fotografa un vero e proprio inferno
La guerra a Gaza ha spalancato “un abisso creato dall’uomo”. Lo afferma l’Unctad, l’agenzia delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo, in un rapporto che fotografa un inferno: infrastrutture distrutte, economia ridotta ai minimi e una popolazione di 2,3 milioni di persone che affronta un “impoverimento estremo e multidimensionale”.
Secondo l’analisi, l’economia della Striscia si è contratta dell’87% tra il 2023 e il 2024, portando il PIL pro capite a 161 dollari, uno dei valori più bassi al mondo.
Anche la Cisgiordania vive una grave recessione, con violenze, espansione degli insediamenti e restrizioni ai movimenti che hanno “decimato” l’attività economica e compromesso i servizi pubblici essenziali, già resi più fragili dal blocco dei trasferimenti fiscali da parte di Israele.
Il bilancio per lo sviluppo è pesante: entro la fine del 2024, il PIL palestinese complessivo è tornato ai livelli del 2010 e quello pro capite a quelli del 2003. In meno di due anni si sono cancellati 22 anni di progressi. Anche con ingenti aiuti esterni, avverte l’ONU, il ritorno ai volumi economici precedenti a ottobre 2023 potrebbe richiedere decenni.
Sul terreno, lo scenario resta complesso. Il cessate il fuoco raggiunto nell’autunno 2024 dopo due anni di ostilità continua a reggere, nonostante episodi di violenza che hanno provocato la morte di centinaia di palestinesi e tre soldati israeliani. Hamas e Jihad Islamica stanno completando la consegna dei resti degli ostaggi israeliani, parte degli accordi che hanno portato alla liberazione di 20 rapiti in vita e quasi 2.000 detenuti palestinesi.
Le conseguenze umanitarie restano gravissime. Il Programma Alimentare Mondiale segnala che la maggior parte delle famiglie non riesce a permettersi neppure beni alimentari di base. Le diete si sono ridotte quasi solo a cereali, legumi e poco altro, mentre la scarsità di gas costringe molte persone a cucinare bruciando plastica o combustibili di fortuna. Gaza rimane inoltre divisa, con le forze israeliane che controllano oltre metà del territorio.
La ricostruzione, sottolinea l’ONU, potrebbe superare i 70 miliardi di dollari e richiedere molti decenni.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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