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Boldrini: “Il mio nome accostato in modo subdolo all’arresto di Hannoun”

Last updated: 29/12/2025 7:08
By Redazione 113 Views 5 Min Read
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“L’ho incontrato solo una volta, per pochi minuti, nel 2022: mi ha parlato dei rischi che i giornalisti corrono lavorando in Palestina”

“Ho incontrato il signor Mohammad Hannoun una sola volta e per pochi minuti”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo in relazione all’arresto a Genova di 9 persone, compreso Mohammad Hannoun, nell’inchiesta sulla raccolta di fondi che sarebbero stati destinati anche a finanziare Hamas. La parlamentare si esprime con un lungo post diffuso sui social.

“Ora basta! Finora non ho voluto commentare gli arresti di alcune persone sospettate di avere finanziato Hamas dall’Italia raccogliendo fondi destinati, invece, a sostenere la popolazione palestinese perché non ho alcun rapporto né con gli arrestati né con le organizzazioni che rappresentano, dunque non ho nulla da dire”, dice Boldrini. “Ma dato che, su alcuni mezzi di informazione e post di parlamentari di destra, si continua ad accostare il mio nome al più noto degli arrestati in modi subdoli, allusivi e falsi, è il momento di fare chiarezza. Ho incontrato il signor Mohammad Hannoun una sola volta e per pochi minuti”, afferma.

Sui social rimbalza una foto che ritrae Boldrini con Hannoun. “Il 12 maggio 2022 Hannoun -spiega- si trovava a Roma per una manifestazione in memoria della giornalista televisiva palestinese-americana Shireen Abu Akleh, uccisa a Jenin mentre faceva il suo lavoro, durante un raid dell’esercito israeliano. Ha chiesto in quell’occasione di incontrare me e altri parlamentari. L’incontro si è svolto in forma privata, nel mio ufficio, ed è durato pochi minuti in cui Hannoun, che non conoscevo, mi ha parlato dei rischi che i giornalisti corrono lavorando in Palestina. Ho risposto che avevo già previsto un intervento in aula sul caso di Shireen Abu Akleh che ho effettivamente tenuto qualche giorno dopo. Hannoun, a conclusione del colloquio, mi ha chiesto una foto, quella che tutti conoscono, che ha pubblicato sui suoi social”.

Dopo, nessun altro contatto. “Da quel momento -assicura Boldrini-non c’è mai più stato alcun contatto con il signor Hannoun né di persona, né telefonicamente, né via mail, né in incontri pubblici. Nessuno. I politici incontrano centinaia di persone e molte di loro chiedono di scattare delle foto, spesso al termine di iniziative pubbliche, di incontri e anche per strada, al volo. Questo non significa che con quelle persone si hanno rapporti o le si “coccolano”, come scrivono oggi alcune testate di destra. Chiarito questo, spero definitivamente, aggiungo che chiunque continui con questa campagna diffamatoria nei miei confronti ne risponderà nelle sedi opportune”.

“Un’ultima considerazione. Sulle responsabilità degli arrestati -rimarca- farà luce la magistratura in cui ho piena fiducia. Ed è giusto che si indaghi, quando ci sono sospetti fondati. Quella che, invece, va condannata con forza è la becera strumentalizzazione che la destra sta facendo di questa vicenda tentando di far passare per fiancheggiatore dei terroristi di Hamas chiunque, in questi anni, si sia speso per i diritti del popolo palestinese. Se pensano, in questo modo, di zittire le tante voci che si sono alzate nelle piazze, nei dibattiti, in Parlamento e anche su alcuni media, si sbagliano di grosso. Continueremo a batterci per il rispetto del diritto internazionale, per l’autodeterminazione del popolo palestinese e per la pace in Medio Oriente”.

Fonte Adnkronos

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