Dalla pagina Facebook di Fabrizio Micari
Dalle intercettazioni pubblicate negli ultimi giorni in merito all’inchiesta su Totò Cuffaro, emerge con grande chiarezza la PARTECIPAZIONE CENTRALE DELL’ASSESSORA FARAONI al “sistema” di gestione della Sanità siciliana costruito dall’ex segretario DC.
E’ a lei che si rivolgeva direttamente Cuffaro, sottolinenando di “avere un ‘sacco di gente’ interessata e da accontentare” e lamentando l’esiguità dei posti a disposizione che limitava la possibilità di fare nuove clientele. Per intenderci, parliamo proprio del concorso per operatore socio sanitario a Villa Sofia per cui Cuffaro è agli arresti domiciliari.
Voleva 40 posti, il segretario della DC, e si scaldava quando la Faraoni gli diceva: “i posti li hanno messi tutti, presidente”. E Cuffaro: “sì, ma non quaranta come dicevi tu: quindici!”.
Le intercettazioni dimostrano che la FARAONI ERA PARTE INTEGRANTE E DECISIVA DEL “SISTEMA”. Che poi la sua posizione sia stata stralciata dal punto di vista giudiziario, PERCHE’ IL REATO DI ABUTO D’UFFICIO E’ STATO “PROVVIDENZIALMENTE” CANCELLATO, NON CAMBIA LE COSE DAL PUNTO DI VISTA DEL GIUDIZIO POLITICO.
Ma allora, presidente Schifani, perché hai CACCIATO la DC dalla Giunta di Governo e MANTIENI invece al suo posto la FARAONI?
La verità è che Schifani continua a fare lo scaricabarile, PONTIFICA IPOCRITAMENTE SULL’INTERFERENZA DELLA POLITICA SULLA SANITA’ E TENTA DISPERATAMENTE DI CIRCOSCRIVERE IL “TUMORE” AL SOLO TOTO’ CUFFARO.
Ma la sua credibilità è sotto zero.

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