Sarà ricordata come una delle sedute di Consiglio comunale più brevi, quella convocata per mercoledì alle ore 18:00 dal presidente Gianluca Bruzzaniti con all’ordine del giorno due punti, le dimissioni del consigliere Marcello Mirisola e la surroga del consigliere dimessionario e la conseguente convalida della nuova consigliera subentrante, Laura Naselli.
La durata prevista di questa assemblea, che presumiamo sarà di circa mezz’ora, selfie compresi con amici e parenti, giusto il tempo necessario per il giuramento della consigliera Naselli, Forza Italia.
Ma al di là della brevità, ciò che solleva interrogativi è per il costo di questa convocazione estemporanea. Si stima infatti che il costo complessivo di una singola seduta consiliare, considerando i gettoni di presenza dei consiglieri, gli straordinari degli impiegati comunali, l’uso delle strutture etc., si aggiri intorno alla considerevole cifra di 2.000 euro.
A fronte di questo costo non irrilevante per le casse comunali, non è chiaro il motivo di tanta urgenza che abbia reso necessaria una convocazione “ad hoc”.
Ci si chiede se non fosse stato più opportuno e lungimirante attendere e inserire questi due unici punti all’ordine del giorno in un successivo Consiglio comunale che avesse già in programma altri argomenti e delibere da discutere. In questo modo, l’onere di 2.000 euro per la collettività avrebbe potuto essere ammortizzato su una seduta più ricca di contenuti e decisioni, massimizzando il tempo e le risorse impiegate.
La consigliera Laura Naselli andrà a rinfoltire la “presenza rosa” in aula e subentrerà anche nelle commissioni al posto dell’assessore Mirisola.
Mirisola, infatti, a mesi dalla sua nomina in Giunta, subentrato al “defenestrato” Aiello a fine agosto, ha lasciato solo adesso il suo posto in consiglio, seguendo una prassi già adottata da altri colleghi.
Questa seduta lampo, che impiega risorse pubbliche per un costo stimato di 2.000 euro per gestire l’equivalente di una formalità, rappresenta un vero e proprio schiaffo alla cittadinanza.
Si tratta di uno sperpero di denaro pubblico particolarmente grave a Caltanissetta, una città dove, secondo i report sui dati ISTAT e INPS, oltre il 40% delle famiglie ha un reddito annuo inferiore a 10.000 euro e dove il tasso di occupazione per la fascia 20-64 anni è al 45,5%, ben al di sotto della media nazionale.
In un contesto così difficile, dove tanta gente lotta quotidianamente per arrivare a fine mese, un costo evitabile di 2.000 euro per una seduta di mezz’ora è un segnale preoccupante.
Questo episodio la dice lunga sulla distanza, percepita e reale, tra chi siede nelle istituzioni a fare politica e le reali difficoltà economiche quotidiane dei cittadini che sono chiamati a rappresentare.
Alla luce di quanto emerso, sarebbe auspicabile che la Presidenza del consiglio prendesse in considerazione la possibilità di rinviare la seduta o, in alternativa, di aggiungere immediatamente altri punti all’ordine del giorno di rilevanza per la città, al fine di giustificare e ottimizzare l’uso dei 2.000 euro di spesa pubblica.
Se così non sarà ci si augura che sempre la Presidenza spieghi pubblicamente alla città il motivo e la natura di questa urgenza che rende improrogabile un Consiglio comunale da 2.000 euro per soli 30 minuti e giustifichi questo “spreco” agli occhi di una cittadinanza che fa i conti con ben altre difficoltà economiche. Ad Maiora
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