Il presidente Usa continua a incitare i rivoltosi e conferma che gli aiuti “stanno arrivando”. L’amministrazione Usa ha ricevuto una lista di 50 obiettivi militari sensibili. Oltre 132 ore di blackout e “12mila morti”
La Farnesina ribadisce: “Gli italiani lascino l’Iran”. In corso una riunione sulla sicurezza dei nostri connazionali
E’ in corso nella sala di crisi della Farnesina una riunione del ministro Antonio Tajani con dirigenti del ministero, della Difesa, della sicurezza italiana, con l’ambasciatrice d’Italia a Teheran e con gli ambasciatori nelle principali capitali interessate alla attuale crisi in Iran. La Farnesina conferma l’indicazione di lasciare l’Iran ai cittadini italiani che possano farlo. Lo fannno sapere fonti del Ministero degli Esteri.
Il Ministro Tajani:”Dopo la nostra convocazione dell’ambasciatore iraniano oggi in risposta la convocazione del nostro a Teheran”
“La reazione è che oggi hanno convocato il nostro ambasciatore a Teheran“. Lo dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, conversando in Senato con i giornalisti che gli chiedono quale sia stato l’esito dell’incontro, avvenuto ieri alla Farnesina con l’ambasciatore iraniano chiamato a colloquio per esprimere le preoccupazioni e la condanna dell’Italia su quanto sta avvenendo in Iran con la repressione della protesta dei civili.”I giornali italiani sono liberi di raccontare quello che vogliono. Le immagini delle Tv sono incontrovertibili su quello che accade in Iran. Se tutto il mondo è indignato ci sarà un motivo” risponde a proposito delle raccomandazioni che da Teheran starebbero arrivando in Italia agli esuli, secondo quanto riferito da loro stessi.
Diversi Paesi del Medioriente scoraggiano Trump dall’attacco all’Iran, “conseguenze disastrose”
Diversi governi del Medioriente hanno scoraggiato l’amministrazione Trump dall’effettuare un attacco all’Iran, temendo “conseguenze senza precedenti” in una regione instabile, che potrebbero sfociare in una “vera e propria guerra”. Lo ha riferito un diplomatico arabo del Golfo con sede al Cairo, secondo cui i principali governi della regione – fra cui Turchia, Egitto, Arabia Saudita e Pakistan – sono stati “in costante contatto” con l’amministrazione Usa in merito a un potenziale attacco americano all’Iran. Una guerra del genere avrebbe “certamente” ripercussioni disastrose “non solo sul Medioriente, ma anche sull’economia globale”, ha affermato il diplomatico
Hezbollah esclude intervento in caso attacchi Usa.Lo riporta Reuters
Il gruppo paramilitare libanese, alleato dell’Iran, Hezbollah, non ha offerto garanzie esplicite, ma non prevede di intervenire se l’attacco all’Iran non fosse “esistenziale”. Lo rende noto Reuters che ha riportato la notizia secondo cui diplomatici hanno chiesto a Hezbollah di fornire garanzie sul fatto che non interverrà qualora l’Iran venisse attaccato dagli Stati Uniti o da Israele.
Fonti europee alla Reuters: “Probabile attacco Usa all’Iran nelle prossime 24 ore”
Due fonti europee hanno riferito alla Reuters che “è probabile un attacco americano all’Iran nelle prossime 24 ore”.
Tajani: “In Iran ci sono 600 italiani, la nostra priorità è tutelarli”
In Iran attualmente ci sono “circa 600 italiani, vediamo come evolve la situazione, c’è una riunione con i nostri servizi, con l’ambasciata a Teheran, dobbiamo preoccuparci innanzitutto, in un momento di così grande tensione, della sicurezza degli italiani, che è quello che facciamo sempre”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando con i giornalisti alla Camera. “Qualsiasi crisi internazionale ci sia, sia legata a vicende politiche, sia legata a tragedie come a Crans-Montana, la prima preoccupazione è il cittadino italiano – aggiunge Tajani -, la prima cosa che facciamo è quella di vedere come tutelare in modo migliore i nostri concittadini, poi ci sono tutte le implicazioni geopolitiche, perchè l’Italia è un grande Paese, fa parte dell’Unione Europea, siamo protagonisti in Medio Oriente, quindi è ovvio che vogliamo giocare un ruolo anche geopolitico, ma prima di tutto, il primo punto all’ordine del giorno della riunione sono i cittadini italiani”.
Ong, le confessioni dei manifestanti in Iran sono state estorte
Nelle ultime settimane i media statali iraniani hanno trasmesso almeno 97 confessioni di manifestanti. Ma le testimonianze di coloro che sono stati rilasciati dimostrano che sono stati costretti: lo afferma l’agenzia di stampa Human Rights Activists News Agency (Hrana) con sede negli Usa. Il gruppo avverte che tali confessioni possono comportare punizioni da parte del regime.
Iran, in migliaia ai funerali delle forze di sicurezza morte negli scontri
In migliaia hanno partecipato a Teheran ai funerali di oltre 100 membri delle forze di sicurezza e di altri cosiddetti “martiri” uccisi durante le manifestazioni contro il governo in Iran, come riferisce la tv di Stato. Nelle immagini diffuse, si vedono migliaia di persone in corteo, molte bandiere della Repubblica islamica e le bare avvolte dai vessilli nazionali. La cerimonia è iniziata con la lettura di preghiere per i defunti davanti all’università della capitale. Molte le donne vestite di nero e su un cartello la scritta “Abbasso gli Usa”. Nei video diffusi sui social media, invece, si vede una folla di iraniani in lutto in un obitorio di Teheran, al grido di “Morte a Khamenei”. L’Iran ha promesso processi “rapidi” per i sospettati arrestati durante le proteste, mentre le organizzazioni per i diritti umani temono un uso diffuso della pena di morte nel Paese.
Cnn: Turchia in contatto con Usa e Iran per negoziati ma forse è troppo tardi
La Turchia è in contatto con gli Stati Uniti e l’Iran nel tentativo di favorire un loro ritorno al tavolo dei negoziati, ma potrebbe già essere troppo tardi per un’azione diplomatica. Lo ha riferito una fonte diplomatica della regione alla Cnn. “Attualmente si parla di negoziati. Il ritmo dei colloqui è lento e, a questa velocità, si rischia che sia troppo tardi” ha aggiunto la fonte.
Un medico iraniano: “Non avevo mai visto niente del genere”
“Ho lavorato come medico in diversi ospedali fin dal Movimento Verde del 2009. Non avevo mai visto una tragedia di questo livello, nemmeno durante i devastanti terremoti di Bam o Kermanshah. C’erano rumori di spari, raffiche rapide e persino mitragliatrici pesanti. Avevamo visto cose del genere solo nei film, mai nella vita reale”. Il racconto di un medico iraniano, sotto anonimato, raccolto da Iran Wire, riesce a bucare la censura e riporta il dramma che da 18 giorni vivono gli iraniani.
Media, Trump ha ricevuto una lista di 50 obiettivi militari
L’amministrazione Trump ha ricevuto una lista di obiettivi militari di alto valore, mentre il presidente sta valutando un attacco all’Iran. La United Against Nuclear Iran, un’organizzazione no-profit con sede a Washington, ha compilato un dossier con 50 obiettivi e lo ha consegnato ai funzionari della Casa Bianca nelle prime ore di lunedì, prima di importanti riunioni sulla sicurezza, ha dichiarato in esclusiva al Daily Mail l’organizzazione. Il documento rivela le coordinate esatte del quartier generale Thar-Allah del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc), centro nevralgico della repressione. L’elenco degli obiettivi include quattro sotto-quartier generali chiave che sovrintendono a diverse regioni della capitale: il sotto-quartier generale Quds, che sovrintende alle operazioni di repressione nel nord e nel nord-ovest di Teheran, il sotto-quartier generale Fath nel sud-ovest, il sotto-quartier generale Nasr nel nord-est e il sotto-quartier generale Ghadr, che controlla il sud-est e il centro di Teheran. Identificando questi siti e divisioni specifici, l’esercito statunitense avrebbe ora un’idea delle capacità dell’Irgc di coordinare l’uccisione dei propri cittadini, un’atrocità che ha irritato il presidente degli Stati Uniti e lo ha spinto a elaborare opzioni per intervenire in sostegno dei manifestanti.
Media, Usa ritirano personale da basi in Mo come misura precauzionale
Gli Stati Uniti stanno ritirando del personale dalle principali basi in Medio Oriente come misura precauzionale considerate le elevate tensioni nella regione. Lo riporta al Jazeera che rilancia la Reuters che cita fonti americane.
Intanto, fonti diplomatiche confermano a Afp che una parte del personale di Al Udeid, la base nel Qatar che è la più grande base Usa in Medio Oriente con circa 10mila militari americani, verrà ritirato.
Fonte RaiNews.it
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