Dopo il nostro recente articolo, questo il link, sul Consiglio Comunale svoltosi ieri, nel quale sollevavamo dubbi sull’opportunità di convocare una seduta ad hoc anziché accorparla a quella che, a quanto pare, è prevista per la prossima settimana, è arrivato puntuale in aula l’intervento del Presidente del Consiglio Comunale.
Sebbene il Presidente non abbia citato esplicitamente il nome della nostra testata, il riferimento generico alla “stampa” e alle critiche ricevute non lascia spazio a interpretazioni, essendo stati gli unici a sollevare il caso, ci corre l’obbligo di replicare per fare chiarezza.
Non “superfluo”, ma ottimizzabile
È doveroso innanzitutto chiarire un equivoco, nessuno ha definito “superfluo”, come ha detto il presidente, l’attività di quel consiglio. La critica verteva, e verte tuttora, sulla scelta temporale.
Sostenere che si potesse attendere qualche giorno non significa sminuire l’importanza degli atti discussi, ma sottolineare la necessità di ottimizzare le spese.
In una città che attraversa sfide economiche complesse, più volte ricordate, secondo i report sui dati ISTAT e INPS, oltre il 40% delle famiglie ha un reddito annuo inferiore a 10.000 euro e dove il tasso di occupazione per la fascia 20-64 anni è al 45,5%, ben al di sotto della media nazionale, l’amministrazione dovrebbe agire con la prudenza del “buon padre di famiglia”.
Questo concetto suggerisce che ogni uscita economica debba essere ponderata non solo in base alla legittimità dei regolamenti, che il Presidente ha sapientemente letto e ricordato, ma anche in base alla sua efficienza reale.
A supporto della nostra tesi ci sono i numeri
La seduta odierna, compresi i vari interventi e quello iniziale del Presidente, che francamente si sarebbe potuto evitare in quella sede, è durata esattamente 52 minuti.
Un tempo esiguo che conferma come l’intera macchina amministrativa sia stata messa in moto, pagando anche lo straordinario ai dipendenti, che il mercoledì non hanno il rientro, per una discussione che poteva essere gestita diversamente.
Se esistevano scadenze tecniche improrogabili, la soluzione logica era a portata di mano, anticipare il consiglio comunale che si terrà la prossima settimana, aggiungendo i due punti odierni a quell’ordine del giorno evitando la duplicazione dei costi legati alla convocazione, ai gettoni di presenza e alla gestione tecnica dell’aula.
La stampa, ma è forse questo che da fastidio, ha il compito di osservare, far notare storture e stimolare riflessioni sulla gestione del bene pubblico. Trincerarsi dietro il rispetto formale delle regole può delle volte essere un esercizio corretto, ma spesso parziale.
I regolamenti non vietano il buon senso né impediscono una programmazione che guardi al risparmio.
In un momento in cui ai cittadini si chiede attenzione massima ai propri bilanci, vedere la politica incapace di coordinare il proprio calendario per risparmiare una seduta “lampo” trasmette un segnale di scollamento dalla realtà.
La nostra non è una polemica sterile, come la si vuol far passare, e non lo è quando parlammo dell’aumento dei gettoni di presenza del 68% e dei due adeguamenti agli emolumenti della giunta, qui l’articolo, ma è semplicemente un richiamo alla responsabilità.
Essendo soldi non propri ma della collettività, ottimizzare le uscite è il primo dovere di chi amministra.
I precedenti che ci danno ragione
Ad avvalorare la nostra tesi non è solo il buon senso, ma la storia recente in questa stessa amministrazione. Quando si dovette procedere alle surroghe di Adornetto, Petrantoni e Delpopolo, tali punti non richiesero sedute monotematiche, ma furono regolarmente inserite in consigli comunali che avevano già altri argomenti all’ordine del giorno.
-Surroga del Consigliere Calogero Adornetto https://www.comune.caltanissetta.it/it/news/consiglio-comunale-oggi-la-surroga-del-consigliere-adornetto-e-il-subentro-del-primo-non-eletto
-Surroga dei Consiglieri Salvatore Petrantoni e Guido Delpopolo Carciopolo https://www.comune.caltanissetta.it/it/news/consiglio-comunale-il-resoconto-della-seduta-del-7-novembre-2024
Se è stato fatto allora, perché non si è potuto fare ieri?
Questa domanda resta senza una risposta convincente. Trincerarsi dietro il rispetto formale delle regole è un esercizio corretto, ma parziale. In un momento in cui molti cittadini faticano ad arrivare a fine mese, la politica ha il dovere di dimostrare che sa coordinare il proprio calendario per evitare sprechi, anche piccoli. Ottimizzare le uscite non è un optional, è un dovere verso la collettività.
Ad Maiora
L’intervento del presidente
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